Aeroporto Bologna, Postacchini: “No Marconi? Un po’ troppo”

Aereo che decolla

BOLOGNA – Bologna senza aeroporto? “Mi pare un po’ troppo”, osserva il presidente del Marconi, Enrico Postacchini, commentando la raccolta firme contro lo scalo avviata da un comitato di cittadini disturbati dal rumore dei velivoli, che, con maggiore frequenza nei mesi estivi, solcano i cieli della città. “In questi periodi ci si è sempre accorti che esiste l’aeroporto. Non c’è niente di nuovo sotto il sole”, allarga le braccia Postacchini.

Lo scalo, ricorda, è un’infrastruttura “in crescita, ma i movimenti, realizzati con aerei sempre più grandi, sempre più pieni e gestiti da compagnie primarie, rappresentano una garanzia sotto il profilo dell’impatto non solo acustico, ma anche della qualità dell’aria”. Non solo, “è in previsione già da tempo un progetto di decarbonizzazione dell’aeroporto che arriverà a ridurre a zero le emissioni di CO2 grazie alla realizzazione di una fascia boscata tra Bologna e Calderara”, afferma il numero uno del Marconi. Peraltro, rivendica Postacchini, i vertici della società aeroportuale si sono sempre “confrontati con Arpa ed Enav”, così come con il quartiere Navile, uno di quelli più esposti al disagio rappresentato dal passaggio degli aerei. “E’ già fissato a luglio un incontro al quartiere con il presidente Daniele Ara e i cittadini”, conferma il presidente.

“Mille e 700 firme non sono poche, ma sette milioni di passeggeri nemmeno. Tutti gli asset della nostra città devono essere dotati via via di infrastrutture sufficienti a mitigare il loro impatto. La sfida nostra è di non rappresentare un disturbo per la comunità, ma una risorsa”, dice Enrico Postacchini, ricordando che progetti come il People Mover mirano a ridurre l’impatto anche su strada“. Insomma, conclude Postacchini, “l’aeroporto c’è, come ci sono le altre infrastrutture. Bologna e’ snodo per tutto il Paese, difficile abdicare a questo ruolo”.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

4 Luglio 2016
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