Brexit e attentati non fermano studenti Erasmus

Studenti Aula Università

MODENA – L’Europa è in crisi. Ma non per gli studenti universitari, a giudicare dai dati dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia. Per il prossimo anno accademico (2016-2017), il numero di studenti Unimore pronti a partire per l’Eramus è aumentato di quasi il 25%, ovvero 132 ragazzi in più (in totale 671 iscritti, quasi raddoppiati negli ultimi sei anni). Tutti gli studenti Erasmus dell’Unimore sono invitati a partecipare alla giornata di domani, nel complesso di San Geminiano, durante la quale riceveranno una sorta di investitura ufficiale in qualità appunto di “studente Erasmus”: saranno firmati in un colpo solo tutti i contratti che danno diritto a ricevere la borsa di studio finanziata dalla Ue e dal Governo elvetico (per chi andrà in Svizzera), oltre alla borsa integrativa finanziata in parte dall’Ateneo e in parte dal “Fondo giovani” del ministero dell’Istruzione. Alla “Giornata Erasmus” di domani sarà presente anche Laura Ferrari, la studentessa Unimore sopravvissuta alla tragedia in marzo del bus ribaltatosi vicino a Tarragona, in Spagna. La giornata sarà aperta con un minuto di silenzio per ricordare le vittime e i feriti dell’attentato all’aeroporto Ataturk di Istanbul e per quelle di Dacca.

Aaereod oggi, il budget Unimore per il programma Erasmus ammonta a 1,4 milioni di euro, di cui quasi 500.000 euro dalla Ue, 455.000 euro dall’Ateneo e 465.000 euro dal ministero. La destinazione più gettonata è sempre la Spagna con 249 candidati (37,1%), seguita da Germania (11,5%) e Francia (11%). Meno ambiti Portogallo, Svezia e Regno Unito. Gli studenti Unimore che più scelgono l’Erasmus sono gli iscritti al dipartimento di Economia “Marco Biagi” (23,7%) e al dipartimento di Studi linguisti e culturali (20,3%). Meno numerosi i contingenti da Medicina (12,8%), dal dipartimento di Comunicazione ed economia (11,6%) e dal dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” (11,2%). A livello territoriale, guardano più all’estero gli iscritti di Modena (73,2%) rispetto a quelli di Reggio Emilia (26,8%).

“Nonostante i recenti problemi della Ue e la triste serie di attentati- sottolinea in una nota il rettore Unimore, Angelo Andrisano- assistiamo a un costante incremento di domande da parte degli studenti per partecipare a progetti di mobilità internazionale. Ogni anno per incoraggiare i nostri giovani impegniamo circa mezzo milione di euro per facilitarne il soggiorno” all’estero. E se i laureati Unimore “trovano occupazione più facilmente di altri- rivendica il rettore- lo si deve al fatto che il nostro Ateneo ritiene fondamentale che la loro solida preparazione sia completata da una giusta attenzione anche alla conoscenza delle lingue straniere e a una visione più ampia di mercato del lavoro, che non si esaurisca nella prospettiva di una ricerca limitata entro i confini nazionali”. L’uscita della Gran Bretagna dalla Ue, però, “non faciliterà la mobilità degli studenti europei verso le università inglesi- sottolinea il prorettore ai Rapporti internazionali, Sergio Ferrari- che sono sempre state un modello educativo di riferimento”. Allo stesso tempo, però, “mi compiaccio del fatto che il programma Erasmus sta creando una mentalità realmente Europea nei giovani che vi partecipano e spero che questa sia la premessa per una Europa federale”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

4 Luglio 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»