Emilia Romagna

Reggio, preso accoltellatore infermiera. Era amico del figlio

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REGGIO EMILIA – Si è conclusa nella tarda serata di ieri a Corsico, in provincia di Milano, la fuga di Elisandro Dos Anjos Costa, il cittadino di origini brasiliane autore del tentato omicidio di Isa Dallasta, l’infermiera di 52 anni accoltellata venerdì mattina in strada a Reggio Emilia davanti alla figlioletta di sette anni. Dopo 48 ore di indagini serrate, condotte dai Carabinieri del Comando reggiano insieme ai colleghi di Milano e dei Ros e coordinate dal sostituto procuratore della Procura di Reggio Giacomo Forte, l’uomo è stato sottoposto a fermo ed è ora detenuto nella casa circondariale “La Pulce” di Reggio Emilia.

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Foto diffusa dai Carabinieri

Come spiega oggi il comandante dei Carabinieri di Reggio Antonino Buda, è stato lo stesso 39enne brasiliano ormai “stremato, affamato e poco lucido” a chiamare il 113 quando ha capito che gli investigatori lo avevano circondato e di non poter più scappare. Dopo una breve trattativa telefonica gestita dai Carabinieri reggiani, non ha quindi opposto resistenza all’arresto. Al brasiliano i militari sono giunti ripercorrendo con attenzione maniacale i sui contatti sociali ed gli ultimi spostamenti, che hanno rivelato una ristrettissima cerchia di persone. Tra queste un 50enne campano, particolarmente attivo nei momenti immediatamente successivi al delitto, poi rivelatisi quelli impiegati a preparare la fuga. L’uomo, residente a Reggio è agli arresti domiciliari con l’accusa di favoreggiamento personale, avendo prima procurato all’accoltellatore un’utenza cellulare “pulita” e dopo accompagnandolo personalmente con la sua macchina nel milanese, dove è stato poi catturato. Nell’auto del 50enne i Carabinieri hanno trovato la bicicletta utilizzata dal brasiliano per allontanarsi dal luogo del delitto, che il complice non aveva ancora avuto il tempo di occultare.

brasiliano_reggio2Nel comando dei Carabinieri reggiani sono state sottolineate oggi anche il grado di pericolosità sociale di Costa e la sue grandi doti di trasformista, che lo hanno portato al momento della fuga da Reggio a Milano a cambiare i propri connotati travestendosi da donna. Secondo una prima ipotesi investigativa ancora da verificare, alla base del grave ferimento dell’infermiera dell’ospedale reggiano Santa Maria, vi sarebbero risentimenti personali nutriti dal cittadino brasiliano nei confronti della donna, ritenuta ostacolo al rapporto d’amicizia che questi aveva nei confronti del figlio. Quest’ultimo, tossicodipendente, era in cura in una comunità in provincia di Reggio dove Costa si era anche recato per cercarlo. I militari non hanno quindi escluso che anche il ragazzo potesse essere a rischio. A Reggio l’episodio ha suscitato forte clamore anche perché avvenuto in un quartiere tranquillo e abitato da famiglie benestanti. Il colonnello Buda ha voluto rassicurare che “si è trattato di un episodio singolo e non esiste un problema di sicurezza nella zona”.

di Mattia Caiulo, giornalista professionista

4 luglio 2016
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