Compiti e vacanze, lo psicologo: “In estate i bambini devono staccare”

Compiti per le vacanze e organizzazione delle ferie estive. Ecco le due principali problematiche che madri e padri separati saranno chiamati ad affrontare con la fine della scuola e l’inizio della bella stagione. Alla DIRE Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma (IdO), offre alcuni consigli utili su come affrontare entrambe le questioni: “I compiti per le vacanze rappresentano un problema comune a tutti, a prescindere se i genitori siano o meno separati- chiarisce lo psicologo-. Ciò che conta è aiutare i bambini a staccare. L’estate è un’occasione per recuperare le relazioni, poiché durante l’anno la scuola occupa tante ore della giornata, sottraendo tempo anche allo stare insieme in famiglia”.

Il criterio da seguire è allora il seguente: “Relegare i compiti delle vacanze alle prime due settimane di settembre a tutti i bambini che vanno abbastanza bene a scuola. In questo modo potranno rivedere un po’ le nozioni acquisite durante l’anno accademico precedente e rientrare a scuola più sereni. Per chi, invece, ha avuto difficoltà scolastiche e deve recuperare, essendo debole in una materia o in una competenza sebbene promosso, sarebbe opportuno farlo studiare due ore al giorno nei primi venti giorni di luglio e poi aiutarlo a staccare fino al primo settembre. Ove sia possibile- continua Castelbianco- sarebbe utile stimolare i bambini dagli 8 anni in su a leggere un libro, magari in compagnia dei genitori”.

Passando all’annosa questione della gestione delle vacanze nel caso di genitori separati, “il criterio da adottare deve essere basato sul principio di una convivenza felice e serena. Generalmente, nelle separazioni ogni genitore trascorre 15 giorni a turno con il figlio– precisa il direttore dell’IdO-, e in questo lasso di tempo deve essere vietato parlare di scuola. Sono due settimane importanti, in cui cercare di trovare un legame per rafforzare il rapporto”.

Fortificare un legame non significa “concedere tutto al figlio per vederlo sorridere. Bisogna saper dare libertà ai minori- spiega Castelbianco- ma all’interno di un ambito di regole precise. La più stupida, ad esempio, è che nessun gelato sia dato poco prima di pranzo. Se poi il pranzo i bambini vorranno farlo insieme agli amichetti andrà bene, anche se mangeranno il classico panino. La sera però dovrà essere il momento per fermarsi e stare insieme, genitori e figli”.

Sull’uscita serale, “i genitori dovranno orientarsi a seconda dell’età dei figli, dell’ambiente in cui si trovano al momento delle vacanze e in base alle proposte che i figli avanzeranno per la serata. Da tutte queste variabili dipenderà la decisione dell’orario di rientro. Con i bambini piccoli, parlo di quelli che frequentano le scuole Medie, non bisogna esagerare con l’orario. Devono fare una vacanza sana per la testa e per il fisico- ricorda Castelbianco- quindi è importante andare al mare o in montagna la mattina e farli entrare in contatto con la natura”.

L’ultimo consiglio lo psicoterapeuta dell’età evolutiva lo dà sul post-vacanze: “La vicinanza quotidiana che nel periodo estivo è maggiore in alcuni momenti della giornata, come a cena o durante le ore di svago, deve diventare una pratica da mantenere singolarmente con i figli anche durante l’inverno– conclude- affinché il rapporto instaurato non vada perso o rinviato all’estate successiva”.

4 Lug 2016
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