Emilia Romagna

Boom di alunni stranieri, a Bologna un corso per preparare i docenti

studenti stranieri

BOLOGNA – L’Emilia-Romagna si conferma fra le regioni col più consistente numero di studenti stranieri nelle scuole superiori. E anche con la maggiore disuguaglianza nei risultati. Anche per questo l’Ufficio scolastico regionale, insieme all’Università di Modena e Reggio Emilia e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, organizza una giornata di formazione per i docenti il prossimo 4 luglio a Bologna, nell’aula magna dell’Ic 6, dalle 10 alle 17. In poche parole, una “summer school” per insegnare ai professori delle superiori come integrare al meglio gli studenti stranieri, replicando i seminari già organizzati l’anno scorso. Secondo un rapporto recente del ministero, sui dati dell’anno scolastico 2014-2015, a livello nazionale negli ultimi otto anni sono raddoppiati gli studenti stranieri di seconda generazione nelle scuole superiori e l’Emilia-Romagna è “tra le regioni con un significativo incremento” in questo senso.

“A livello di singole province- afferma l’Usr in una circolare diretta alle scuole- ben quattro sono nelle prime 20 province come numero di stranieri presenti nelle scuole: Bologna, Modena, Parma e Reggio Emilia“. Un dato che “si conferma anche a livello di analisi sui Comuni, unitamente a Piacenza”, che con il 21% di alunni stranieri sul totale degli studenti è “in testa alle province italiane”. Gli studenti nati all’estero scelgono per lo più gli istituti professionali (46,3%), mentre i ragazzi nati in Italia da genitori stranieri si orientano di più verso i tecnici (41,2%).

scuolaL’analisi del ministero solleva anche il tema dell’abbandono e della regolarità nei percorsi scolastici degli studenti stranieri. Da questo punto di vista, l’Emilia-Romagna è “tra le regioni con la maggiore disuguaglianza negli esiti, con una maggiore selezione nel biennio” di scuola superiore. Non a caso, sono soprattutto i ragazzi stranieri che abbandonano la scuola prima del tempo. Nel 2014, chi ha detto addio ai banchi tra i nati all’estero era il 34,4% contro il 13,6% di italiani e il 27,1% di giovani comunitari. I ragazzi che non hanno cittadinanza italiana finiscono più spesso anche nel tunnel dei ‘Neet’, cioè di chi non studia e non lavora. Un quarto dei giovani italiani è in questa situazione (25%), quota che cresce per i ragazzi comunitari (32,8%) e per i non comunitari (35,4%). Proprio “in considerazione dei dati nazionali e regionali su dispersione e insuccesso scolastico”, l’Usr ha organizzato una giornata formativa per gli insegnati di scuola superiore, “con particolare riferimento agli istituti professionali dell’Emilia-Romagna”. Rispetto ai seminari del 2015, i docenti hanno chiesto “un maggiore approfondimento differenziato per ciascun ordine scolastico. Gli insegnanti chiedono azioni concrete con diretto coinvolgimento degli studenti stranieri nell’azione didattica, didattica multimediale applicata ai contesti scolastici, lavori di gruppo e laboratori ed esemplificazioni concrete e modelli di piani personalizzati”.

di Andrea Sangermano, giornalista professionista

4 giugno 2016
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