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Prima inquilini, poi attori: a Rimini arrivano i ‘ciak’ nel grattacielo

Grattacielo_Rimini

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RIMINI – Si possono incontrare in ascensore sei monaci tibetani, e magari rimanerci bloccati insieme; oppure partecipare a una festa di carnevale che coinvolge due piani e gli appartamenti di una coppia di anziani come quelli di giovani universitari. Di certo è un’icona dell’evoluzione della città dal Dopoguerra in avanti. Il grattacielo di Rimini, i suoi 27 piani, i suoi 100 metri di altezza e soprattutto i suoi abitanti, tra cui spicca anche il sindaco Andrea Gnassi, saranno i protagonisti del lungometraggio “The Community”, su cui è al lavoro, e a caccia di fondi, il regista Marco Bertozzi.

I grattacieli hanno ispirato tanti film e quello di Rimini non è da meno. L’obiettivo, spiega alla stampa, è raccontare la “città verticale”, attraverso le vite dei vari inquilini, studenti e giovani coppie, commercianti cinesi e uomini d’affari, latin lover del passato e artisti visivi. E anche attraverso le albe e i tramonti, le riunioni di condominio e i luoghi comuni che da sempre aleggiano attorno all’edificio, dal crollo alla presenza di prostitute e pusher. Insomma appunto una “community”, certamente sui generis, che “rappresenta un tentativo di convivenza civile unico”, spiega Bertozzi, sottolineando che di girato ce ne è già molto, ma ora mancano soldi per il montaggio, la parte di animazione che racconterà i luoghi comuni e le musiche. La volontà è di averlo pronto entro l’inizio del 2016 e da qui da un lato l’organizzazione di un primo momento di sostegno, venerdì prossimo, 8 maggio, al teatro degli Atti, con un happening in cui saranno gli stessi residenti del grattacielo a raccontarsi e raccontarlo. “Ci spiegheranno in maniera leggera lo iato tra luoghi comuni e quello che è realmente”. Dall’altro è attivo un sito di crowdfounding, www.produzioni dalbasso.com, dove è possibile effettuare donazioni ricevendo in cambio ricompense simboliche e non. Si mira a raccogliere almeno 20.000 euro del budget totale da 100.000.

“Siamo orgogliosi e curiosi” commenta il sindaco di Rimini Gnassi per un “progetto che appartiene alla città” e che racconta “il simbolo della ricostruzione del Dopoguerra”. A maggior ragione perché si è alla fine di un ventennio da disfattismo, argomenta il primo cittadino, e ora “la città riscopre l’orgoglio di ripartire”. Dello stesso avviso l’assessore alla Cultura, Massimo Pulini: “Certi luoghi attraggono come parafulmini”, diventano “catalizzatori di racconti”. Di certo lo è il grattacielo, “un borgo verticale” che a volte vive un “clima folle”, ma che è, conclude, “un punto di riferimento” per Rimini e la sua storia.

04 maggio 2015

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