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DIRE CRONACA

Partono le celebrazioni per i 750 anni dalla nascita di Dante. Grasso: “Simbolo imprescindibile dell’identità nazionale”

DanteROMA – “Si aprono oggi le celebrazioni dei 750 anni dalla nascita di Dante. Per i prossimi sei anni, fino al 700° anniversario della morte, nel 2021, la figura e l’opera del Poeta saranno una presenza che ci accompagnerà frequentemente. L’auspicio è che queste ricorrenze siano anche l’occasione per riscoprire e attualizzare il Poeta e la sua poesia, simbolo imprescindibile della identità culturale dell’Italia e degli italiani”. Cosi’ il presidente del Senato, Pietro Grasso, nell’Aula di Palazzo Madama per l’inizio delle celebrazioni che, in Italia e nel mondo, avranno luogo quest’anno per il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri.

“Nel 1865, pochi anni dopo l’Unità d’Italia, per il Sesto Centenario della nascita di Dante- prosegue- in tutto il Paese ci fu un grande fervore di iniziative per celebrare la ricorrenza. Commemorazioni, conferenze, discorsi solenni non si contarono, anche in province e comuni non ancora riuniti allo Stato, ma che intendevano, attraverso quei gesti, affermare il loro legame storico e sentimentale con l’Italia appena unificata. In ogni centro, dalle grandi città ai più piccoli paesi, strade e piazze furono intitolate, e lo sono ancora oggi, a Dante; furono erette statue, affisse lapidi, intitolate scuole, segnalate con targhe località, edifici o situazioni a qualsiasi titolo ricordati o citati da Dante nella sua opera. Quel fermento vide insieme la volontà di rendere omaggio, nel modo più solenne, al sommo Poeta – ritenuto a ragione il ‘padre della lingua italiana’ – ma anche quella di assumere Dante come simbolo della nuova Italia nata dal Risorgimento”.

Del resto, dice ancora Grasso, “è lui stesso a rivolgersi con la sua lingua a un pubblico di italiani ‘le genti del bel paese là dove ‘l si suona’, per usare un suo verso, in un momento storico in cui non esisteva ancora il concetto di Italia come comunità nazionale”.

Nel 1965, Settimo Centenario della nascita, aggiunge il presidente del Senato, “le celebrazioni furono vissute come l’occasione del riscatto dalle rovine morali e materiali della seconda guerra mondiale, attraverso il recupero dei valori più alti della nostra tradizione culturale. Noi oggi ci ricolleghiamo idealmente a quegli anniversari per ritrovare l’entusiasmo dell’appartenenza a quell’Italia già profetizzata da Dante, per ribadire la volontà di riscatto morale attraverso la cultura, e infine per rinnovare l’omaggio a Dante il cui valore è universalmente riconosciuto, come dimostra il fermento di iniziative e di studi che in tutto il mondo circondano il nostro Poeta da almeno tre secoli”.

Per Grasso “l’attualità di Dante risulta infatti sempre viva in ogni settore della cultura, della scuola, ma anche fuori dagli ambienti accademici, prova ne sia la moltiplicazione e la grande affluenza di pubblico all’antica consuetudine delle Lecturae Dantis diffuse in ogni parte d’Italia e all’estero: contributo prezioso alla circolazione del messaggio poetico dantesco, stimolo alla lettura e alla riscoperta soprattutto della Divina Commedia”.

BENIGNI: I POLITICI FIORENTINI HANNO UN CARATTERACCIO… – “I politici fiorentini hanno un caratteraccio, bisogna avere pazienza…”. Cosi’ Roberto Benigni che sta intervenendo nell’aula del Senato in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri, parlando del poeta fiorentino.

Poi parla degli scontri dell’epoca, Guelfi, Ghibellini, insomma, dice “un Pd dell’epoca, il Partito Dante…”. Ma precisa: “Si fa per giocare un po’”.

04 maggio 2015

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