La Biblioteca estense di Modena diventa hi-tech

I preziosi materiali digitalizzati saranno presto disponibili, una volta conclusi gli ultimi dettagli tecnici
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MODENA – La Bibbia illustrata per Borso d’Este o la Mappa del Cantino, il più antico planisfero portoghese sopravvissuto, e una delle prime rappresentazioni delle coste americane. O ancora gli scritti storici di Ludovico Antonio Muratori, i documenti musicali e le carte geografiche tuttora conservati al Palazzo dei musei. A breve, tutto sarà a portata di click, tra parole chiave e ‘confronti’ digitali coi tesori di altre biblioteche storiche, a disposizione di studiosi e ricercatori ma anche di giovani, studenti, curiosi e appassionati. È l’essenza del progetto della digital library della Biblioteca estense universitaria di Modena, illustrato oggi nella sede di Ago-Modena fabbriche culturali in largo Sant’Agostino. Si tratta di un’iniziativa attesa, grazie anche ai fondi del ministero, nel più ampio progetto del polo culturale Sant’Agostino-Estense, che da febbraio può contare sul manager Mauro Felicori, già direttore della Reggia di Caserta, come responsabile di Ago. 

   I preziosi materiali digitalizzati saranno presto disponibili, una volta conclusi gli ultimi dettagli tecnici, tramite il protocollo Iiif: si tratta dello standard International image interoperability framework, quello che consente la visualizzazione, l’annotazione e la comparazione di fonti diverse. L’Estense, così, sarà così la prima biblioteca italiana ad entrare nel sistema, che già condivide al suo interno il meglio delle biblioteche internazionali: la Ashmolean Library di Oxford, la British Library, la Library of Congress di Washington e la Biblioteca Apostolica Vaticana.

Il progetto, avviato dalle Gallerie Estensi e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che lo ha finanziato attraverso un bando da 1,3 milioni di euro (il ministero dei Beni culturali contribuisce al 65% con un credito fiscale), prevede per la precisione il restauro, la digitalizzazione in alta definizione e la catalogazione di parte del patrimonio della biblioteca. La piattaforma verrà consegnata a luglio per il collaudo interno e da quel momento inizierà il caricamento dei contenuti, costituiti sia dall’archivio delle digitalizzazioni pregresse (500.000 immagini digitali, incluso il fondo muratoriano) sia dal flusso delle nuove digitalizzazioni (800 mappe in diverso formato e 20.700 documenti del fondo musicale estense organizzati in 3.837 fascicoli). È in programma sia la metadatazione per la conservazione sia il recupero del patrimonio già scansionato, così come l’archiviazione digitale e la realizzazione di una biblioteca digitale ad accesso libero. 

La direzione scientifica è di Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi ossia uno dei 30 musei autonomi definiti di interesse nazionale. La piattaforma di digital library, in collaborazione con il laboratorio AImageLab dell’Università di Modena e Reggio Emilia diretto dalla prof Rita Cucchiara, consentirà inoltre agli studiosi di intelligenza artificiale di usare i contenuti della biblioteca per sviluppare i propri progetti di ricerca, come ad esempio riconoscere automaticamente la grafia dei manoscritti muratoriani.

Ma chi si occuperà dei lavori? Si chiama Extense l’associazione temporanea di imprese che, avendo vinto il bando, nei prossimi tre anni lavorerà alla realizzazione del progetto. Capofila è la modenese Franco Cosimo Panini Editore, attiva nella fornitura del sistema di archiviazione digitale e delle digitalizzazioni dei documenti di grande formato, come le mappe; Horizons Unlimited mette a disposizione la piattaforma Mlol, che conta 6.000 biblioteche aderenti in 19 regioni italiane e nove Paesi stranieri con oltre 800.000 utenti registrati; Hyperborea si occupa del coordinamento del progetto, del censimento dei nuclei documentari e della metadatazione, fornendo il software di catalogazione Arianna; a Mida Informatica spettano le attività di digitalizzazione dei documenti in piccoli formati. 

E ancora, il progetto si avvarrà della collaborazione di tre assegnisti di ricerca, uno per ogni fondo digitalizzato, e inoltre tiene banco anche il progetto Digitiamo, un laboratorio di inserimento lavorativo per adolescenti e giovani con autismo, reso possibile dalla collaborazione con l’associazione Aut Aut, che vedrà coinvolti i ragazzi nelle attività.

BIBLIOTECA ESTENSE HI-TECH, FELICORI: MODENA SIA FIERA

“La Biblioteca estense, come tanti sanno anche se non tutti, ma lo impareranno, è una delle biblioteche più importanti del mondo. Questo lavoro che oggi presentiamo fa sì che tutto il materiale dell’Estense, dai volumi alle mappe, sarà scansionato e messo a disposizione di tutti gli studiosi, gli appassionati e i curiosi del mondo. Attraverso il loro pc, potranno ammirare la nostra Biblioteca”. Parola di Mauro Felicori, responsabile di Ago-Modena fabbriche culturali, che ‘garantisce’ sull’importanza della digital library della Biblioteca estense universitaria di Modena, il nuovo progetto illustrato oggi nell’ambito del polo Sant’Agostino-Estense.

L’ex direttore della Reggia di Caserta definisce la digitalizzazione dell’Estense come di un “servizio formidabile, che allo stato dell’arte mette Modena tra le migliori esperienze in questo campo: non siamo i primi, ma è quello che fanno le principali biblioteche storiche a livello internazionali. In Italia solo la biblioteca vaticana ha fatto un lavoro più importante, quindi direi che per Modena è un grande orgoglio. Ed è un lavoro che comincia, quindi ci rimbocchiamo le maniche”, sorride il manager culturale. 

Felicori considera poi piu’ in generale il polo Sant’Agostino-Estense in progress, in attesa del responso della Soprintendenza sui lavori al Sant’Agostino atteso con impazienza dal sindaco Gian Carlo Muzzarelli: “Stiamo gia’ ridando vita a questo luogo- puntualizza Felicori- col progetto che illustriamo oggi, a breve presenteremo qui anche l’insediamento del Centro interdipartimentale dedicato alle digital humanities e della Future education Modena, questo grosso centro per la didattica e la diffusione culturale.

Quindi, la situazione e’ gia’ in movimento. Certo- riconosce il responsabile Ago- contemporaneamente stiamo lavorando affinche’ ci sia un accordo generale con la Soprintendenza per i lavori di ristrutturazione generale: e’ una cosa che dura da molto tempo, ci sono fondi stanziati e cantieri che possono aprire, bisognera’ trovare un’intesa ragionevole”.
Intanto, si mostra raggiante per la digitalizzazione la stessa direttrice delle Gallerie estensi, Martina Bagnoli: “Abbiamo gia’ in rete 14.500 opere delle nostre collezioni, adesso dobbiamo fare un salto importante con questa nuova piattaforma di collezioni digitali per il patrimonio esteso e importantissimo della Biblioteca estense. Siamo partiti e fra poco vedremo un cambiamento, progressivo, centrato sulla ampia accessibilita’, per tutti, di capolavori in parte conosciuti e in parte sconosciuti o poco conosciuti. Contiamo dunque che questa novita’ incrementi una funzione pubblica generale ma sviluppi pure la ricerca”.

Il prezioso materiale, quindi, potra’ essere non solo sfogliato e consultato, ma anche annotato e comparato con i materiali e gli archivi di altre importanti biblioteche: “La nuova piattaforma Iiif, usata gia’ dalle principali biblioteche internazionali compresa quella Vaticana, aiuta in modo innovativo il ricercatore a paragonare cose tra loro, altrimenti dovrebbe ancora andare sempre in giro per il mondo a studiare…”. E comunque, il progetto aiuta anche a ‘rinfrescare’ la memoria su tutti i tesori disponibili in citta’: “Non c’e’ niente di peggio in questi casi dell’oblio, che sopraggiunge quando non si procede a importanti iniziative come quella che invece presentiamo oggi”, conclude Bagnoli.

A Moderare i lavori alla conferenza di largo Sant’Agostino pensa Paolo Cavicchioli, presidente della Fondazione Cassa di risparmio che finanzia il progetto, il quale passa la palla anche al rettore Unimore Angelo Oreste Andrisano, in presenza del vicesindaco e assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza (era atteso anche il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, assente per altri impegni istituzionali). Ricapitola Andrisano: “Abbiamo gia’ aperto alla cittadinanza le porte del Teatro anatomico, che meritava di essere restaurato in maniera cosi’ professionale come e’ avvenuto, facendolo tornare agli antichi splendori. Ora stiamo lavorando al Museo anatomico, ricchissimo di reperti storici, e c onseguentemente siamo procedendo nel concentrare in quest’area tutta l’offerta museologica dell’Ateneo. Abbiamo in programma anche un museo della strumentazione scientifica, nell’ambito di un nuovo polo di scienze umane e museali”.

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4 Aprile 2019
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