Revenge porn, Vanna Iori: Sorprendente unanimità”

Il commento della senatrice Pd: "Per fortuna la contrapposizione iniziale è stata superata dalla buona volontà"
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ROMA – “Con una sorprendente unanimità, considerate le divisioni insanabili e la violenza verbale che agitano la politica, il reato di reveng porn, ossia la vendetta attraverso la diffusione di video e immagini porno, è stato approvato. Per fortuna la contrapposizione iniziale è stata superata dalla buona volontà: su un tema così importante e condivisibile non è possibile alzare muri. Sarebbe stato un delitto rinunciare ad approvare una norma che tutela le donne da un crimine odioso solo perché la proposta arrivava dalle donne della minoranza”. Queste alcune considerazioni della senatrice del Pd Vanna Iori sul disegno di legge ‘Codice Rosso’ che introduce il cosiddetto reato di ‘revenge porn’, cioè la pratica di diffondere immagini e video privati senza il consenso della persona interessata.

“La politica non può essere intesa solo come un terreno di propaganda– spiega Iori- dove piantare una bandierina ma qualche volta andrebbe vissuta nel suo senso più alto che è quello di legiferare per il bene dei cittadini. La lotta contro la violenza deve unire e non dividere. E il Parlamento, proprio su questi temi, può dare la prova della sua importanza e della sua utilità, contribuendo a migliorare e a dare qualità al dibattito pubblico nel Paese. Quindi, bene questa iniziativa che apre uno spiraglio di luce su una legislatura caratterizzata da drammatiche contrapposizioni. Tuttavia, non si può e neppure si deve accettare l’idea che la sola repressione sia sufficiente per combattere la violenza contro le donne. Serve, infatti, lavorare per affrontare il problema alla radice, partendo dalla cultura e dall’educazione. Una società diventa davvero inclusiva, capace di comprendere e accogliere le differenze, sensibile alle fragilità, solo quando si batte contro gli stereotipi di genere ed è capace di insegnare il rispetto della reciprocità e della dignità umana. Purtroppo, in questi giorni è passato un messaggio che, invece, mortifica il ruolo della donna, esalta gli stereotipi e relega la figura femminile a un ruolo subalterno. L’esatto contrario di ciò servirebbe per estirpare il problema alla radice”.

“Queste non possano essere le premesse per rafforzare la lotta contro le violenze perché- precisa la senatrice del Pd- anche se involontariamente, rischiano di contribuirvi. Le donne hanno bisogno che si affermi una cultura delle relazioni affettive che si fondi sul riconoscimento delle differenze e sulla consapevolezza che l’altro da sé non può essere usato per superare rabbia e frustrazioni. Proprio per questo, sarebbe fondamentale che tutte le forze politiche riconoscessero l’urgenza di intervenire per dare dignità di cittadinanza al sapere emotivo e riconoscere i sentimenti come una parte fondamentale dei processi di conoscenza. Per farlo, tuttavia, è necessario superare contrapposizioni ideologiche, spesso strumentali, che avvelenano il dibattito pubblico. La violenza quotidiana non potrà mai essere prevenuta senza il riconoscimento della pari dignità umana e sociale di entrambi i generi. La differenza- conclude Iori- conferisce valore pieno alla parità”.

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4 Aprile 2019
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