Gli abitanti di Torre Maura insistono: “Non siamo razzisti”. Un rom: “Vogliono ammazzarci”

Chi protesta contro la struttura di accoglienza di via dei Codirossoni se la prende anche con i cronisti: "Scrivete bugie"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – La tensione a Torre Maura rimane alta. Non c’è pace per i rom ancora ospitati nella struttura di via dei Codirossoni, e adesso gli abitanti se la prendono anche con i giornalisti.

Non siamo razzisti, non c’è mai stato un atto contro una persone straniera qui a Torre Maura, non scrivete bugie”. Insulti alle troupe televisive e ai cronisti, stamani fuori dalla struttura di accoglienza . Alcuni cittadini, rivolgendosi ai cronisti, hanno urlato: “Ci fate passare per quelli che non siamo, noi chiediamo solo aiuto“.

PARLA UN ROM: NON SIAMO ANIMALI, CI SENTIAMO SEQUESTRATI

“Non siamo tutti cattivi, non siamo animali, ci sentiamo sequestrati”. A parlare è un padre, un uomo di etnia rom, dall’interno della struttura in via dei Codirossoni, a Roma. A Torre Maura nella palazzina oggi presidiata dai Carabinieri si attende il completamento dei trasferimenti in altre strutture di accoglienza dopo i primi 14 spostamenti di ieri.

La ‘morsa’ dei cittadini è minore, solo una decina questa mattina. L’occasione, anche per qualcuno degli ospiti di uscire, parlare con la stampa e lasciarsi andare tra le lacrime a uno sfogo: “I bambini, che sono nati qui in Italia, hanno paura e si svegliano la notte. Non siamo animali e siamo venuti in Italia perché in Romania non abbiamo nulla. Piano piano cerchiamo di integrarci”. Quello che il 50enne rom non riesce a capire è “perché ci strillano? Perché vogliono ammazzarci?”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Aprile 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»