Istat, Fortuna (Unicusano): “Senza occupazione nessun miglioramento”

ROMA – “A febbraio è sceso il tasso di disoccupazione passando dall’11% di gennaio al 10,9% eguagliando il dato di dicembre che è stato il migliore da agosto 2012. In controtendenza il dato della disoccupazione giovanile, che è salito al 32,8% dal precedente 32,5%. Quindi peggiora dello 0,3”. Lo ha dichiarato Fabio Fortuna, rettore della Università Niccolò Cusano, commentando i dati Istat a Radio Cusano Campus.

“Aumenta dello 0,1% la stima degli occupati rispetto a gennaio- ha continuato- dello 0,5% su base annua. Maggiore incidenza dei contratti a tempo indeterminato, però la maggiore incidenza riguarda un incremento dello 0,1% quindi la significatività di questo dato è limitata dal fatto che si riferisce allo 0,1%. Risultano in diminuzione dell’1,7% il numero delle persone in cerca di occupazione e aumenta dello 0,2% il numero degli inattivi fra i 15 e i 64 anni. I dati sono globalmente soddisfacenti, in qualche caso anche dissonanti, ma sono ancora troppo lontani da valori accettabili e quindi è necessario affrontare con forza il problema occupazionale che dovrà essere al centro dell’attenzione del Governo nei prossimi mesi. E’ evidente come miglioramenti sensibili potranno registrarsi soltanto in presenza di condizioni macroeconomiche favorevoli e di adeguati processi riformatori”.

Altri dati importanti che vengono dall’Istat riguardano il rapporto deficit-Pil dell’intero 2017 “che risulta essere pari al 2,3% in leggera salita rispetto al dato contenuto nella nota di aggiornamento del Def che era del 2,1% quindi c’è un peggioramento che deriva dagli interventi fatti per le banche. Tra banche venete e Mps sono interventi che ammontano a 6,3 miliardi di euro. L’augurio- ha concluso Fortuna- è che la situazione delle banche possa migliorare in modo che possano porre rimedio all’annoso problema dei crediti deteriorati. Il rapporto debito-Pil del 2017, sempre secondo il dato Istat, è pari al 131,8% ed è in leggera salita rispetto all’ultimo dato del primo marzo quando era a quota 131,5%”.

4 Aprile 2018
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»