Siria, vertice tra Putin, Erdogan e Rohani: “Impegno per tregua e integrità”

ROMA – I presidenti di Turchia, Russia e Iran, riuniti ad Ankara per un incontro a porte chiuse, hanno ribadito il loro “impegno comune” per la pace in Siria, e invocato un cessate-il-fuoco stabile e duraturo, nel rispetto della risoluzione 2254 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Così nel messaggio congiunto a conclusione del trilaterale, dove tra i vari argomenti sul tavolo si è discusso anche della Siria, Paese dove si sono ritrovati alleati nel contesto della guerra civile che prosegue dal 2011.

A fare gli onori di casa, il presidente Racep Tayyip Erdogan. Al suo omologo Vladimir Putin, atterrato nella capitale ieri per partecipare all’avvio dei lavori della prima centrale nucleare del Paese, si è aggiunto oggi il capo di Stato iraniano Hassan Rohani.

Di “cruciale importanza” per i tre leader è il fatto di distinguere tra “i movimenti armati di opposizione e i gruppi terroristi”, come quelli legati “allo Stato islamico, Al-Qaeda o ad altre sigle”, al fine di “garantire la protezione dei civili”.

“I presidenti – si legge ancora nella nota, diffusa dai media locali – si sono detti convinti che non possa esistere una soluzione militare al conflitto siriano, il quale potrà terminare solo attraverso un processo politico negoziato”.

Quindi Putin, Erdogna e Rohani hanno “enfatizzato il loro stretto impegno volto a garantire la sovranità, l’indipendenza, l’unità, l’integrità territoriale e il carattere non settario della Siria”. Inoltre hanno evidenziato che “nessuna azione, a prescindere da chi la intraprenda, deve minare questi principi, confermati dalle risoluzioni dell’Onu e dai rappresentanti della società civile siriana”.

Infine, i tre capi di Stato “rifiutano ogni tentativo di creare nuove realtà sul terreno col pretesto di combattere il terrorismo ed esprimono la loro determinazione nel contrastare le agende separatiste volte a minare la sovranità e l’integrità territoriale della Siria, così come la sicurezza nazionale e dei Paesi vicini”.

Putin – alla sua prima missione all’estero da quando è stato riconfermato alle elezioni di metà marzo – ha espresso poi soddisfazione per la proficua collaborazione tra Mosca e Teheran: “Stiamo lavorando insieme per risolvere le sfide più pressanti di oggi, tra cui quella in Siria. Sono davvero lieto di incontrare ancora il presidente Rohani – ha proseguito il capo del Cremlino – in quanto ci dà l’opportunità di approfondire le nostre relazioni e discutere del contesto internazionale, e regionale”.

SIRIA. GOVERNO: LO STATO ISLAMICO CONTROLLA IL 4% DEL TERRITORIO

“Ad oggi il gruppo Stato islamico è confinato in varie aree, isolate e completamente circondate, che rappresentano in totale il 4% dell’intero territorio siriano, ossia 7mila chilometri quadrati”. Così il viceministro della Difesa siriano Mahmoud Shawa, a Mosca per la settima edizione della Conferenza sulla sicurezza internazionale.

Queste aree si trovano in particolare nel nord-ovest della Siria, lungo le rive orientali del fiume Eufrate e lungo il confine meridionale con la Giordania”, ha concluso Shawa, così come si apprende sulla stampa russa.

4 Aprile 2018
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