Camerun, liberati 12 turisti presi in ostaggio. Ci sono anche 5 italiani

ROMA – Dodici turisti europei, tra cui cinque italiani, sono stati liberati dopo essere stati presi in ostaggio in Camerun da militanti separatisti: a riferirlo oggi, attraverso un comunicato, il ministero della Comunicazione di Yaounde’.

Nella nota, rilanciata da fonti di stampa locali e internazionali, si aggiunge che il gruppo “era stato preso in ostaggio da una banda di terroristi armati” nella zona di Nguti, nel sud-ovest del Paese, prima di essere liberati dai militari con una “operazione speciale” lunedì.

Stando al comunicato, gli europei si trovavano in Camerun con l’agenzia African Adventure Group ed erano stati sequestrati nell’area di Moungo-Ndor, mentre erano diretti in una località turistica nota come Twin Lakes. Nella nota non si specifica quando il gruppo fosse stato catturato. Con gli ostaggi europei sarebbero stati rilasciati anche sei consiglieri municipali della vicina Regione nordoccidentale, altra zona dove e’ presente un movimento favorevole all’indipendenza della regione anglofona del Camerun da Yaounde’.

MISSIONARIO: COI SEQUESTRI CRESCE L’ALLARME SEPARATISMO

“I nodi sono economici e culturali, il rischio è il muro contro muro“: così all’agenzia DIRE fratel Fabio Mussi, da anni missionario in Camerun, dopo la liberazione di 12 turisti europei che sarebbero stati tenuti in ostaggio da militanti in lotta per l’indipendenza delle regioni anglofone da Yaoundé.

Secondo il religioso, animatore della Caritas diocesana di Yagoua, una regione al confine con la Nigeria contigua a quella dove si è verificato il sequestro, le comunità dei distretti dove è dominante l’inglese si sentono discriminate nonostante il Camerun sia per Costituzione una repubblica bilingue.

Rivendicano gli stessi diritti delle regioni francofone – sottolinea fratel Mussi – in particolare rispetto alle comunicazioni ufficiali e ai documenti e agli atti giudiziari, che non sono tradotti a dispetto delle previsioni della Carta fondamentale”. Sui nodi linguistici e culturali, eredità della suddivisione del Camerun in epoca coloniale, si sono innestati però altri squilibri. Secondo il missionario, “pesa la percezione delle regioni anglofone di costituire l’area più ricca e produttrice del Paese, per via delle risorse agricole e minerarie, e di non avere contropartite adeguate dallo Stato centrale”.

Ormai da mesi anche sulla stampa internazionale si susseguono le notizie di strette repressive volute dal presidente Paul Biya, di arresti di militanti separatisti e anche, in più di un caso, di rapimenti di funzionari governativi.

Il sequestro dei turisti, 12 stando alle informazioni fornite oggi dal ministero delle Comunicazioni di Yaoundé, cinque dei quali sarebbero italiani, costituisce comunque una novità. Rispetto al rapimento, avvenuto nell’area sud-occidentale di Nguti, non lontano dai Twin Lakes, i Laghi gemelli, ci sono state prime prese di distanze.

Contattati dalla stampa locale avrebbero negato ogni coinvolgimento i militanti dell’Ambazonia Defence Forces (Adf): il gruppo prende il nome dall’Ambazonia, la regione che lo scorso ottobre i separatisti hanno unilateralmente proclamato indipendente.

4 Aprile 2018
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