La previsione di Calenda: “Dopo le europee crisi di governo e manovra oltre il ‘lacrime e sangue'”

L'ex ministro dello sviluppo economico a Radio Capital: "Alle europee possiamo puntare al 30%"
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – A proposito delle Europee, Carlo Calenda prevede che “dopo le elezioni ci sarà crisi di governo. La prossima manovra finanziaria sarà oltre il ‘lacrime e sangue’, tra clausole IVA e mancata crescita sarà intorno ai 40 miliardi, una cosa micidiale, e non saranno in grado di farla. Non sono in grado di decidere sulla Tav figuriamo su una manovra di quelle proporzioni. Noi dobbiamo chiedere le elezioni, non dobbiamo provare a fare alleanze e tattiche parlamentari”. Calenda lo dice su Radio Capital.

Ma qualcuno quella manovra dovrà farla, e l’ex ministro dello sviluppo economico propone la sua ricetta: “Invece di fare quota 100, ampliare le esenzioni per i lavori usuranti; fare una cosa che non è il reddito di cittadinanza ma è più potente del rei, e con quello che avanza fare un taglio significativo sulle tasse sugli stipendi bassi; negoziare in Europa un piano di investimenti sulla scuola usando i fondi strutturali che oggi vengono dispersi, mettendo tempo pieno in tutte le scuole e un piano sugli asili nido. È una roba sensata. Penso che si possa gestire se uno smette di fare cose stravaganti”.

Fra le “cose stravaganti” c’è il reddito di cittadinanza: “Ci sono 23 milioni e mezzo di lavoratori italiani che non sono per niente felici di pagarlo”, attacca Calenda, “Non perché non bisogna aiutare chi è in difficoltà, ma perché è costruito talmente male e con importi talmente folli che è chiaro che sarà un incitamento al lavoro nero”.

A chi obietta ‘ma voi cosa avete fatto?’, risponde: “Segnalo che nella scorsa legislatura i redditi bassi e medi sono cresciuti più di Francia e Germania grazie agli 80 euro, provvedimento a cui io ero contrario ma che oggi difendo per l’effetto positivo che ha avuto. È una misura che abbiamo venduto malissimo, come una cosa promozionale alla Wanda Marchi”.

LEGGI ANCHE: Il manifesto di Calenda per rifondare l’Unione Europea supera le centomila adesioni

PD. CALENDA: A EUROPEE ‘FRONTE LARGO’ PUO’ PUNTARE AL 30%

Alle europee “Zingaretti può far bene il lavoro di ricomposizione del partito, ma non basta: bisogna costruire un fronte ampio e largo. La tentazione in cui non cadrei è pensare che, visto che hanno votato tante persone, il PD può presentarsi da solo alle Europee e avere un buon risultato, cosa secondo me non vera”. Un fronte largo che può puntare in alto: “Al 30%. Dobbiamo traguardare i risultati che abbiamo fatto alle elezioni regionali. Se allarghiamo e non ci chiudiamo nella nostra ristretta identità ce la possiamo fare”. Carlo Calenda lo dice su Radio Capital.

Allargarsi vuol dire “fare un lavoro di riconnessione con la società, un lavoro lungo e complesso- dice Calenda- Poi spero che Più Europa e Italia in Comune convergano in una lista comune, e adesso che il PD ha un segretario si potrà vedere se ci sono le condizioni per farlo”.

Un segretario che, assicura Calenda, non aprirà ai 5 stelle: “Non ci credo, Zingaretti sa perfettamente che il Pd non seguirebbe mai una strategia di questo tipo e che il corpo elettorale del PD la vede come una cosa giustamente assurda”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»