Tg Sanità, edizione del 4 marzo 2019

Tg Sanità, edizione del 4 marzo 2019

SEI MILIONI E UN TAVOLO DI LAVORO PER NUOVO PIANO SU MALATTIE RARE

Se ne stimano 6-7mila, forse ottomila. Sono le malattie rare, definite così perché la prevalenza dei malati non supera i 5 casi ogni 10mila persone. Patologie che colpiscono 300 milioni di persone in tutto il mondo, 30 milioni in Europa e circa un milione in Italia, e che oggi vengono ‘celebrate’ in occasione della giornata mondiale. “Abbiamo finanziato 18 progetti di ricerca sulle malattie rare per oltre 6 milioni di euro”, ha spiegato il ministro della Salute, Giulia Grillo.
Ora la palla passa al tavolo istituito al ministero per chiudere la partita del Piano nazionale malattie rare, in stand by dal 2016. La convocazione è per il 20 marzo. Da Paola Binetti, senatrice Udc, un plauso alla decisione. “È una buona notizia- ha detto- da cui speriamo scaturisca il nuovo piano”.

CHI HA MAGGIORE ISTRUZIONE VIVE DI PIÙ, SOPRATTUTTO GLI UOMINI

La salute passa anche dal livello di istruzione. Le persone con un basso titolo di studio hanno una probabilità di morte superiore del 35% tra gli uomini e del 24% tra le donne. Inoltre, la quota di mortalità attribuibile alle condizioni socio-economiche associate al basso titolo di studio è pari al 18% tra gli uomini e al 13% tra le donne. Questa la fotografia scattata dall’Atlante italiano delle disuguaglianze di mortalità per livello di istruzione, realizzato dall’Inmp in collaborazione con l’Istat e presentato a Roma. Per il ministro della Salute, Giulia Grillo, “bisogna lavorare a politiche dirette e fare leva sui territori”.

CARDARELLI E NIGUARDA AL LAVORO PER LINEE GUIDA EMERGENZA USTIONATI

In Italia non esistono delle linee guida ben definite per gestire una situazione di maxi emergenza come un grave incendio, un’esplosione o una grande catastrofe che possa generare un elevato numero di ustionati. Per questo l’ospedale Cardarelli di Napoli e il Niguarda di Milano stanno lavorando, coordinati dalla Siusit, a direttive condivise, uguali per tutti, così da colmare il gap esistente. Ed è necessario, perché capita che partano chiamate da ospedali periferici verso i centri specializzati per pazienti in un primo momento ritenuti ‘gravi’. In questo modo si toglie posto e tempo a chi è in condizioni peggiori, che finisce in ospedali non specializzati dove non si possono ricevere le cure necessarie.

LA SINDROME DI DOWN ACCELLERA INVECCHIAMENTO MUSCOLARE

È stata individuata una correlazione tra la sindrome di Down e l’invecchiamento precoce della muscolatura. Lo ha dimostrato uno studio condotto da medici e ricercatori della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs e dell’Università Cattolica su un campione di 105 persone con 38 anni di media. Una scoperta rilevante, perché permetterà di cercare nuovi approcci terapeutici e di sviluppare farmaci ‘anti-aging’ specifici per contrastare la sarcopenia, ovvero l’invecchiamento dei muscoli. I primi metodi di cura da seguire rimangono grandi classici: tanta attività fisica e sana alimentazione. Però, ora diventa necessario misurare la massa e la forza muscolare a partire dall’età giovanile, così da poter intervenire il prima possibile.

A VIENNA I RADIOLOGI PARLANO DI MIGRANTI E PATOLOGIE DIMENTICATE

Sono circa 20mila i radiologi europei convenuti a Vienna per la 25esima edizione dell’ECR (European Congress of Radiology) e tra gli argomenti discussi uno spazio speciale è stato riservato al tema dei migranti e alla diagnosi di patologie di popoli che si muovono da Africa ed Asia verso l’Europa. Tubercolosi, malaria, epatiti virali, distomatosi sanguinante, parassitosi e altre ancora tra i casi affrontati. “La migrazione globale di questi popoli- ha sottolineato Okan Akhan, docente di radiologia ad Ankara- porta con se nuove emergenze diagnostiche e mediche che devono trovare in tutti i professionisti della radiologia un presidio preparato per effettuare una diagnosi certa e veloce”.

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4 Marzo 2019
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