A Taranto due scuole chiuse da sabato per inquinamento, chiesto intervento Arpa e Asl. Costa manda l’Ispra

Due scuole nel rione di tamburi sono chiuse da sabato per i possibili pericoli per la salute pubblica legati all'alto livello di diossina rilevati nell'intera città di Taranto
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BARI – Risposte da Arpa e Asl sulla situazione ambientale di Taranto e in particolare del rione Tamburi, dove da sabato due scuole sono state chiuse, su ordinanza del sindaco Rinaldo Melucci, per i possibili pericoli per la salute pubblica. A chiedere che arrivino risposte da Arpa e Asl è il consigliere regionale del gruppo misto alla Regione Puglia, Gianni Liviano, che ha chiesto l’audizione di Arpa e Asl Taranto nella quinta commissione consiliare Ambiente della Regione. 

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La richiesta del consigliere Liviano è stata sottoscritta anche dai consiglieri regionali Pentassuglia, Amati, Blasi, Cera e Mennea. I temi all’ordine del giorno dell’audizione sono finalizzati a comprendere la situazione “collinette ecologiche” e fare luce sui pericoli per la salute, sugli indici cancerogeni nel quartiere Tamburi e sulla concentrazione di diossina nell’intera città di Taranto aumentata rispetto al passato e che supera il livello previsto dalla normativa vigente”.

COSTA: HO MANDATO L’ISPRA MA NON FACCIAMO ALLARMISMI: DATI DA VALUTARE

“Ho mandato a Taranto l’Ispra, il braccio armato del ministero dell’Ambiente e sono in costante contatto con il prefetto di Taranto. Insieme all’Arpa Puglia e alla struttura sanitaria, da oggi in poi andranno a verificare se questo allarme che è stato lanciato la settimana scorsa è stato confermato. Evitiamo di fare allarmismo. dice il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ai microfoni di Rai Radio1.

“Aspettiamo che le strutture preposte ci diano risposta- prosegue-. Le centraline di rilevazione ci sono. I dati devono essere valutati. Contestualmente c’è l’impegno assunto per iscritto da Arcelor Mittal per i parchi minerari, per la loro copertura e per l’abbattimento delle emissioni. Per questo motivo sono in costante contatto con il prefetto di Taranto e con Ispra, Arpa e Asl”. 

“Sì a giornata vittime inquinamento”

Costa parla anche della proposta avanzata dai genitori tarantini di istituire il 25 febbraio come giornata delle vittime da inquinamento ambientale: “Anche solo una vittima a causa dell’inquinamento ambientale è troppo- dice il ministro- Ho lavorato per anni in questo ambito. Sicuramente poter individuare una giornata dove tutta Italia riflette è una bella cosa ed è un’intuizione che deve andare in Parlamento. Ti consente di non dimenticare e di crescere”.

Un commento anche sul dissesto idrogeologico e sui fondi stanziati dal Governo in tema di prevenzione: “Abbiamo tagliato tutta la burocrazia del sistema che faceva perdere anni. Abbiamo dunque anticipato i tempi rispettando però il principio di territorialità. Non decidiamo noi da Roma, decide il territorio e noi finanziamo. E le risorse ci sono”.

MELONI: BAMBINI HANNO DIRITTO A SALUTE E ISTRUZIONE

“Rivolgo dunque il mio accorato appello al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, affinché possa concordare con la dirigenza scolastica e con le istituzioni preposte una soluzione che sia definitiva e che tuteli tanto la salute dei piccoli quanto il loro diritto all’istruzione”. È quanto ha chiesto ieri la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci che ha emesso una ordinanza di chiusura di due scuole del quartiere Tamburi della città per problemi legati all’inquinamento.

I bambini del rione Tamburi di Taranto hanno diritto alla salute e all’istruzione. La chiusura temporanea di una scuola elementare – dopo l’accertamento del rischio di dispersione dei veleni contenuti nelle collinette ecologiche di Acelor Mittal sequestrate perché realizzate con tonnellate di rifiuti industriali e scorie dell’altoforno dell’ex Ilva- è un pannicello caldo che non risolverà il problema dell’esposizione dei bambini del Tamburi ai veleni – aggiunge- tantomeno la dislocazione dei 700 scolari in tutte le scuole della città, con conseguenti gravi disagi e interruzione del percorso didattico, potrà garantire il diritto all’istruzione dei bambini”.

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4 Marzo 2019
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