RECENSIONE NO SPOILER | “Croce e delizia”, un film che invita all’ascolto

Cosa succede se a 50 anni suonati ci scopre innamorati di una persona dello proprio sesso?
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

TRAILER CROCE E DELIZIA

ROMA – Cosa succede se a 50 anni suonati e con una famiglia alle spalle ci si scopre innamorati di una persona dello proprio sesso? E’ questo l’interrogativo che muove l’azione di “Croce e delizia” il nuovo film di Simone Godano, che dopo “Moglie e marito” torna dietro la macchina da presa con una commedia che parla di emozioni e persone, prima che di pregiudizi.

LEGGI ANCHE A Roma la presentazione del film “Croce e delizia” con Gassmann e Bentivoglio gay e innamorati 

CAST E TRAMA DI CROCE E DELIZIA

Il film racconta la storia di due uomini profondamente diversi, entrambi padri (e nonni) di famiglia che si incontrano per caso e per caso si innamorano. Da una parte c’è il verace Carlo Petagnana (Alessandro Gassmann), pescatore e uomo di buon cuore, padre affettuoso che soffre ancora per la perdita della moglie prematuramente scomparsa. Dall’altra l’altolocato, narcisista e openmind Tony Castelvecchio (Fabrizio Bentivoglio), genitore assente con tanti scheletri nell’armadio. I due finiscono incredibilmente per innamorarsi e decidono di sposarsi, prima però devono comunicare la decisione alle loro famiglie. Per farlo decidono di riunire tutti i parenti per una inaspettata vacanza.

A reagire nel peggiore dei modi saranno la figlia di Tony, Penelope, interpretata da Jasmine Trinca, al suo primo ruolo comico, e il figlio di Carlo, Sandro (Filippo Scicchitano), due personaggi centrali all’interno del film. In special modo quello tragico-comico interpretato da Trinca (che eccelle quando si tratta di commuovere, meno quando deve far sorridere) porta il racconto in un’altra direzione tanto da far dimenticare allo spettatore  l’imminente matrimonio tra Toby e Carlo. Perché alla fine, passato lo shock iniziale, poco importa se tuo padre sposa un uomo o una donna se il problema di fondo è che lui per te non c’è mai stato. 

RECENSIONE CROCE E DELIZIA

Se da principio i personaggi appaiono a tratti caricaturali, rispecchiando in tutto e per tutto la dimensione sociale che li caratterizza (i Petagnana rumorosi e numerosi, i Castelvecchio amanti dello yoga e innegianti all’amore libero), man mano che i minuti passano la pellicola inizia a prendere corposità e i personaggi spessore; la mente si apre a numerosi stimoli e alla risata, che raramente scoppia in maniera fragorosa, si sostituisce un lieve sorriso che a tratti lascia spazio alla commozione. Merito di una sceneggiatura ben scritta ma anche di un ottima prova attoriale della coppia Gassman e Bentivoglio, strepitosi quando si cercano con lo sguardo o lasciano spazio all’amore, loro sì mai caricaturali e lontani anni luce dallo stereotipo del gay a cui il cinema italiano ci abituati.

Ottimi anche i personaggi minori, come l’esilarante Anna Galiena nei panni del ex moglie di Tony, cattiva e simpatica al tempo stesso e capace di riconoscere che quando c’è amore le differenze di genere contano ben poco. In questo microuniverso formato dalle due famiglie che affrontano ognuna a proprio modo la notizia dell’imminente matrimonio, la narrazione scivola ‘leggera’ non trattando, per furbizia o per scelta stilistico-tematica la percezione dell’omosessualità nella società odierna. Ma alla fine cosa importa? Croce e delizia non è un film di buoni e/o cattivi, ma, come ha dichiarato lo stesso Gassmann ‘un film che invita all’ascolto’. Missione compiuta.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Marzo 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»