A febbraio la Luna protagonista del cielo - DIRE.it

A febbraio la Luna protagonista del cielo

Il 2019 è l’anno del nostro satellite naturale. Missioni, allunaggi, 50 anni dal primo sbarco sulla Luna, eclissi e non solo: il 19 febbraio avremo il fenomeno della Superluna, che, oltretutto, sarà la più grande del 2019. Viene chiamata Superluna, anche se il termine è più romantico che tecnico. Di fatto, vedremo la Luna più grande, più vicina e più luminosa. La potremo ammirare ad occhio nudo, fotografare, riprendere e… sognare, guardandola. Il fenomeno si verifica quando il nostro satellite è al perigeo, ovvero nel punto di minima distanza dalla Terra sull’orbita, e per questo motivo appare più grande del solito. Il 19 febbraio sarà a 356.761 chilometri da noi. “La differenza di diametro rispetto a una Luna piena media sarà del 7%, e la luminosità del 30% in più”, fanno sapere dall’Uai, Unione Astrofili Italiani.

Ma vediamo in dettaglio cos’è il fenomeno astronomico della Superluna, ormai diventato anche un termine mediatico. Per farlo, abbiamo chiesto all’astrofisico Gianluca Masi del Virtual Telescope Project di spiegarcelo. “Abbiamo ormai adottato questo termine a furor di popolo- spiega Masi-, Superluna non è un termine scientifico, ma indica semplicemente una luna piena o una luna nuova che si verificano quando il nostro satellite è più vicino della media alla Terra. Questo è un fatto normale perché la Luna si muove su un’orbita ellittica attorno alla Terra, quindi talvolta è più vicina al Perigeo, talvolta più lontana. Ecco semplicemente quando la fase di Luna piena o di Luna nuova si verificano a ridosso del Perigeo, essendo un po’ più vicina, questo alone è un pochino più grande e allora a furor di popolo è stata battezzata così: Superluna.È un termine mediatico che io giudico però fortunato, ovviamente sta a noi raccontare bene cosa sia e cosa non sia la Superluna. Tuttavia è un termine molto efficace, io apprezzo molto quando si riesce a descrivere un fenomeno naturale correttamente e tuttavia facendolo apparire di interesse, in modo tale che chi ne sente parlare magari sfidando il gelo ormai evidente di queste notti decide di alzare lo sguardo alle stelle”, prosegue Masi. La differenza tra una Luna piena normale e una Superluna non è così eclatante. “Ci sono stati  dei test dove osservatori esperti si sono sottoposti a una serie di verifiche senza conoscere quale fosse la tipologia di Luna piena che stavano per vedere e mediamente hanno riconosciuto quando la Luna era un po’ più vicino, quindi chi è assiduo nell’osservazione del cielo può anche rendersene conto. Mediamente ci sono diverse super lune l’anno divise tra Lune nuove e Lune piene. Le lune nuove noi non le vediamo perché la Luna si proietta nella direzione del Sole. Salvo che ci sia un’eclissi totale di Sole, eclissi di Sole cosa che è anche accaduta durante la Superluna. Naturalmente la Luna piena si vede comodamente da ogni luogo, però vederla sorgere magari quando ancora c’è luce nell’ambiente, quindi al crepuscolo, è particolarmente affascinante. Intanto perché l’occhio e magari anche la fotografia di chi volesse cimentarsi nel catturarne qualche immagine… riesci anche a leggere la scena del contesto e magari vederla sorgere, che so, da un bel vedere da Roma o da altre città, che ovviamente offrono molte occasioni, molti scorci artistici aggiunge un fascino straordinario. Quello che conta se la si vuole vedere al sorgere, è avere un orizzonte verso Oriente sgombro da ostacoli. Tuttavia, la Luna è fortunatamente uno dei due corpi celesti che si osserva senza la benché minima difficoltà”, conclude Masi.

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4 Febbraio 2019
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