Imprese, start up innovative nel Lazio: premio a ‘Sapore di vino’

La start up attraverso un dispositivo portatile è in grado monitorare la vigna e scegliere i migliori grappoli
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

ROMA – Un supporto innovativo nel settore della produzione del vino, al fine di migliorare il prodotto finale e diminuire i costi. Con questa motivazione la Start up ‘Sapore di vino’ ha vinto il Premio speciale Regione Lazio, nell’ambito della IV Edizione del Premio Unirsi per l’impresa, per la categoria ‘Startup innovative Premio Unindustria’. Attraverso un dispositivo portatile, la start up ‘Sapore di vino’ è in grado monitorare la vigna e scegliere i migliori grappoli, analizzare la salute della vigna e prevedere correttivi.

“Si tratta di un dispositivo portatile che si basa sul principio fisico della spettroscopia visibile e infrarossa- ha dichiarato Roberto Li Voti docente di Ingegneria Gestionale dell’Università La Sapienza di Roma- Il concetto è che se noi andiamo in vigna a vedere il succo o la buccia dell’uva illuminandola grazie a questo strumento possiamo determinare, tramite colore dominante, se ci sono molecole particolari che possono essere i tannini, gli antociani i flavonoidi, ossia tutti quegli elementi che danno la maturità fenolica”.

“Già dall’acino- ha continuato Li Voti- si vede il momento in cui l’uva è matura e la possiamo cogliere. E’ un apparecchio che ci può dare il giusto timing per la vendemmia. Se noi facciamo un’analisi in vigna da settembre fino a ottobre, una volta ogni 3 giorni, riusciamo a disegnare una curva temporale di maturazione pianta per pianta. Questo significa risparmiare un sacco di soldi. Questo lavoro il buon contadino del passato lo faceva a occhio, ma visto che i contadini di una volta non ci sono quasi più dobbiamo trovare altre soluzioni e in questo la tecnologia ci può fornire un grosso aiuto”.

L’azienda, frutto dell’interazione tra dottorandi di Economia Unicusano, la dottoressa Leslie Fadlon e il dottor Alessandro Niglia, e i ricercatori della Sapienza, ha vinto un premio in denaro di 5 mila euro e una serie di servizi, tra cui l’ammissione al programma di progettazione di impresa e tre mesi di accesso al talent working degli Spazi Attivi, aperto anche a tutte le start up partecipanti al Premio.

L’altro riconoscimento è andato alla start up ‘Nanomnia’, vincitrice del Premio Unirsi per l’Impresa per la categoria ‘Startup innovative Premio Unindustria’. Mario Risso, docente di Economia e gestione delle imprese, ha sottolineato come “questa start up ha trovato ragione di essere grazie alla sensibilizzazione che la Niccolò Cusano ha portato avanti verso le idee imprenditoriali, nel continuo tentativo di applicare la ricerca nell’impresa. Il nostro ateneo ha dimostrato da sempre di incentivare le idee innovative dei suoi studenti”.

Il prototipo è in realizzazione e “dovrebbe essere completato nel primo semestre di quest’anno- ha raccontato alla Dire Fadlon- Rispetto ai nostri competitor il nostro dispositivo è più piccolo, meno costoso e fornisce una risposta immediata. In genere se una ditta vuole analizzare la qualità degli acini delle sue vigne deve rivolgersi a un laboratorio con i costi e le tempistiche che questo comporta, mentre grazie a questo dispositivo è tutto in tempo reale”.

LE DUE ANIME DEL PROGETTO

Il progetto mette insieme due anime: quella ingegneristica della Sapienza e quella economica commerciale dell’Università Niccolò Cusano. “Molto spesso queste idee muoiono- ha concluso Li Voti- perché manca un business plan, mentre grazie ai dottorandi della Niccolò Cusano siamo riusciti a progettare uno spin-off universitario sostenibile. La nostra forza sarà il customer care e questo lo possiamo fare perché non siamo venditori, ma persone di scienza che sanno adattarsi alle esigenze e questo è veramente il valore aggiunto”.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su whatsapp
Condividi su email
Condividi su print

Leggi anche:

4 Febbraio 2019
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»