Salvini, Di Maio e la commedia degli equivoci

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I due vice, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, continuano a litigare di brutto. Ma il loro capo, Giuseppe Conte, fa finta di niente. Vuol starne fuori o ha capito che è una commedia? I partiti sono in campagna elettorale: la Lega va su nei sondaggi e il M5S sprofonda. Per questo i toni devono essere forti, le accuse dure.

Salvini se la gioca in solitaria, mentre Di Maio ha dovuto chiamare il ‘Dibba’ a fargli da spalla. Un segnale che evidenza la difficoltà che attraversa l’universo ‘grillino’. Ragionando, visto che non si vede alternativa possibile, la lite è solo un gioco delle parti, che serve a rafforzare la schiera dei tifosi. Si cercherà di arrivare fino alle elezioni europee di fine maggio. A quel punto, in ogni caso, i nodi arriveranno al pettine. E se la Lega diventerà ufficialmente il primo partito, Salvini presenterà il conto a ‘Giggino’.

E mentre qui si litiga, da Bruxelles fanno sapere che se la Tav non si fa l’Italia dovrà rispedire al mittente i soldi che si è presa per farla.

Non solo, c’è anche la situazione drammatica che si vive in Venezuela, dove risiedono 3 milioni di italiani. Il nostro governo non si schiera? Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo invita a scegliere la democrazia e gli alleati e non la violenza della dittatura.

LEGGI DIREOGGI – EDIZIONE DEL 4 FEBBRAIO 2019

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4 Febbraio 2019
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