In sanità su 1.300 mediazioni solo 36 accordi raggiunti

ROMA – “I dati che fornisce l’ufficio statistiche del distretto della Corte d’Appello di Roma in merito ai procedimenti di mediazione in ambito sanitario ci dicono che il numero delle conciliazioni, rispetto al numero dei procedimenti, è molto esiguo: parliamo infatti di 1.300 procedimenti di mediazione in materia di responsabilità medica nel 2014 e di soli 36 accordi raggiunti. Emerge, quindi, che lo strumento di mediazione obbligatoria forse non è il più idoneo per questo tipo di conflitto”. Così l’avvocato Paola Moreschini, dell’Istituto regionale degli studi giuridici del Lazio ‘A.C. Jemolo’, intervistata dall’agenzia Dire in occasione della presentazione del ‘Rapporto annuale sullo stato dei conflitti e delle conciliazioni 2015’, frutto della collaborazione tra l’Istituto regionale e l’Osservatorio sui conflitti e sulla conciliazione. L’evento si è svolto oggi a Roma, presso Palazzo Valentini.

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“In questo senso- ha proseguito- l’Osservatorio ha lavorato molto per promuovere la proposta di legge regionale in materia di conciliazione dei servizi pubblici, in particolare sanitaria, perché è stato costruito un tipo di procedimento più idoneo a questo genere di conflitti, rispetto invece alla mediazione obbligatoria, che evidentemente in questa materia non ha dato buoni risultati”. I dati dell’ufficio statistiche del distretto della Corte d’Appello di Roma, intanto, non evidenziano “in maniera disaggregata il dato relativo alle cause per responsabilità medica. Tuttavia, il numero di procedimenti instaurati solo davanti al Tribunale di Roma è elevatissimo– ha concluso l’avv. Moreschini- complessivamente 190mila nell’ultimo anno”.

3 Dicembre 2015
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