I romani bocciano i servizi: male i trasporti, i rifiuti e le strade

ROMA  – I romani bocciano i servizi pubblici della Capitale: 5,4 il voto al tpl, 4,7 alla gestione dei rifiuti, addirittura 3,5 alla pulizia delle strade. Si salvano gli asili nido, che raggiungono il 6,4, i parchi con un 6,4 e l’illuminazione pubblica con un 6,3, mentre il settore più gradito è la cultura: 7 al Bioparco, 7,5 alle biblioteche, 8 a musei e Auditorium, 8,1 al Palaexpo. È la pagella restituita dalla relazione 2015 sullo stato dei servizi pubblici locali, redatta dall’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici locali di Roma Capitale e presentata stamattina nella sala della Protomoteca del Campidoglio dal presidente vicario Marco Penna.

buche_strade dissestate

MOBILITÀ E TPL – L’insufficienza affibbiata dai cittadini ai servizi di trasporto capitolini è dovuta ad autobus, con una contrazione del 17% del servizio negli ultimi cinque anni, e strisce blu, entrambi al 4,6 con il 70% di insoddisfatti, mentre è da registrare la sufficienza di metro (6) – offerta aumentata dell’8% con l’apertura delle linee C e B1, ma va considerato che nel 2014 l’8% dell’offerta non è stata effettuata – e taxi (6,5): l’Asp sottolinea però come l’indagine sia riferita ai mesi di marzo e aprile, quindi prima della lunga serie di disservizi verificatisi nelle linee metropolitane. L’offerta complessiva di mobilità, ha spiegato Penna, “negli ultimi cinque anni è diminuita del 10%: 17 milioni di chilometri percorsi in meno, pari all’intero servizio urbano di Bologna”. Dati che spiegano la rilevazione del Tom Tom Index, che mette Roma tra le città più trafficate con il 55% degli spostamenti che avviene con il mezzo privato.

L’IGIENE URBANA NEL POST MALAGROTTA – Solo un romano su cinque è soddisfatto del servizio di igiene urbana – il servizio che costa di più – vale a dire gestione dei rifiuti più pulizia delle strade. A fronte della sonora bocciatura, però, “i risultati ottenuti da Ama nel primo bimestre 2015 non sono così lontani dagli obiettivi contrattuali- ha detto Penna- c’è quindi una distonia piuttosto rintracciabile tra le esigenze dei cittadini di vivere in una città pulita e decorosa e gli obiettivi contrattuali ormai obsoleti e non più adeguati”. Secondo il 55% dei romani, comunque, la principale responsabilità del degrado in cui versa la città è degli stessi cittadini, con la grande maggioranza degli intervistati che auspica più multe a chi sporca.

PROMOSSI GLI ASILI NIDO COMUNALI – Sugli asili comunali il voto dei romani è sopra la sufficienza: a supportare questo dato l’aumento del numero degli iscritti (+3% rispetto all’ultimo triennio) nell’anno scolastico 2014/2015 e l’avvicinamento all’obiettivo di presa in carico fissato dal Trattato di Lisbona (33% di bambini tra 0 e 2 anni iscritti in nidi pubblici o privati) da parte della sola offerta di Roma Capitale (30%). Nel confronto con altre grandi città come Milano, Torino e Firenze il costo totale per bambino è fra i più alti, anche se nell’ultimo triennio è diminuito del 10%, mentre la tariffa è fra le più basse d’Italia.

OK PARCHI E ILLUMINAZIONE PUBBLICA – Per quanto riguarda i parchi il voto arriva al 6,4, ma il 56% è scontento della qualità e della loro cura mentre un cittadino su tre non rileva criticità: nel 2014, ha sottolineato Penna, “l’amministrazione capitolina ha drasticamente tagliato le risorse per la manutenzione ordinaria del verde pubblico, azzerando praticamente la spesa per gli interventi sulle alberature nonostante la presenza di 58mila alberi a rischio”. Sull’illuminazione pubblica esprime soddisfazione il 73% degli intervistati, anche se un terzo lamenta tempi di intervento eccessivi in caso di guasto: i tempi medi di riparazione, spiega l’Asp, rispettano comunque gli standard del contratto di servizio, che a loro volta però risultano datati se si confrontano con l’ultimo capitolato Consip (7 giorni contro i 15-20 previsti ora).

CULTURA A PIENI VOTI – Davvero ottimi invece i giudizi dei romani sulla cultura, dal Palaexpo ai musei passando per l’Auditorium, le biblioteche e il Bioparco. Un romano su cinque frequenta le biblioteche comunali rispondendo positivamente alle innovazioni multimediali (aumentati del 14% gli e-book e del 5% gli audiovisivi) a fronte di un notevole decremento (-11%) della spesa totale. Un dato che non si ripete per i musei capitolini, il cui costo per abitante risulta più elevato rispetti ai ‘concorrenti’ statali e vaticani, anche a causa della numerosità delle sedi e del numero di giorni di apertura.

SULLE TASSE UN BILANCIO ‘AGRODOLCE’ – Per quanto riguarda infine il costo dei servizi pubblici e dei tributi locali per i romani, va fatta una distinzione netta. Una famiglia media senza particolari agevolazioni spende 5.393 euro all’anno, +10% della media nazionale, ma se si hanno bambini piccoli o altre cause di esenzione la spesa crolla a 4.786 euro, -19% della media italiana, grazie alla forte componente di welfare applicata nella Capitale.

di Mirko Gabriele Narducci – Giornalista professionista

3 Dic 2015
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