Lazio

Roma. Con ‘Mery per sempre’ l’ex carcere minorile diventa un cinema

ROMA – Per tre giorni l’ex carcere minorile all’interno dell’Istituto Apostolico di San Michele, nel cuore del rione Trastevere, riapre le sue porte al pubblico e alla cittadinanza.

Nel suo padiglione anticamente adibito a carcere per la detenzione minorile, restaurato a metà degli anni ’90, e che oggi ospita l’Istituto superiore per la conservazione ed il restauro, sono stati girati e ambientati decine di famosi film: da ‘Fantozzi contro tutti’ a ‘Antonio Gramsci, i giorni del carcere’, passando per ‘Corleone’ o ‘Sciuscià’, con cui Vittorio De Sica vinse l’Oscar.

Il Piccolo cinema America e la Fondazione Cinema per Roma hanno deciso di unire le loro forze per riportare alla vita questo spazio chiuso, creando ‘Roma è il cinematografo’, un festival itinerante, che si propone di portare in luoghi abbandonati o destinati ad altri usi, iniziative culturali e sociali aperte alla cittadinanza e al pubblico. Le tre serate del 2-3-4 dicembre prevedono la proiezione di tre film, che hanno come tema comune i “Giovani e il disagio giovanile”. Ieri sera l’apertura del festival ha visto la scelta di un film cult di un’intera generazione: “Mery per sempre”, alla presenza del regista Marco Risi.

Stasera e domani verranno invece proiettati: “Christiane F.-Noi i ragazzi dello zoo di Berlino” di Uli Edel e “La mala educación” di Pedro Almodovar. Le proiezioni, per ogni serata, sono due: una alle 18 e l’altra alle 20, con ingresso gratuito fino a esaurimento dei posti disponibili all’interno della struttura.

“La particolarità di questo carcere minorile- racconta la direttrice dell’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro Gisella Capponi- risiede nel fatto che è stato costruito a inizio ‘700 e ha svolto la sua funzione correttiva fino al 1972. Faceva parte del complesso del San Michele, sorto come luogo di assistenza, di vicinanza alla popolazione e di aiuto agli indigenti. Più di 600 persone vivevano e lavoravano all’interno del complesso, che ospitava anche due carceri, quello minorile maschile, dove siamo noi oggi, e quello femminile, ancora in restauro. Noi dell’istituto vogliamo favorire una possibilità di utilizzi varia del complesso, che preveda l’apertura al pubblico di questo spazio estremamente suggestivo, in più momenti, per riavvicinarlo alla vita della città. L’idea che mi è stata proposta mi ha subito entusiasmato: legare il cinema, ma soprattutto i giovani a questo luogo, che è stato fondamentale per la vita del quartiere e dei ragazzi che vi sono transitati in quasi tre secoli di storia. Ha emozionato un po’ tutti vedere questo film, insieme a tanti giovani, e stare in questo ambiente così carico di significato”.

“Prima ricordavo, salutando la sala, una piccola curiosità- dice ancora la direttrice dell’Istituto Superiore per la conservazione e il restauro Gisella Capponi- la storia della fortunata esperienza portata avanti da Alberto Manzi, conduttore tv del famoso programma ‘Non è mai troppo tardi’ ma anche docente e pedagogo, che tra il 1946 e il 1947 ha lavorato tra queste mura, inventando all’interno del carcere minorile una scuola fatta solo di storie narrate a voce, dato che i ragazzi non potevano avere neanche le matite per scrivere, perché potevano ferirsi o tentare di scappare. Vorremmo riportare alla luce le sue memorie, rendendolo uno spazio visitabile, così da poter raccontare le storie dei ragazzi e ripercorrere la loro vita all’interno del complesso, tramite la raccolta dei documenti ma anche visivamente, ricostruendo i luoghi che hanno dato ospitalità e ricovero a tante persone in Trastevere”.

3 dicembre 2015
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