Tap, Malacarne (Snam): “Teniamo molto al progetto, monitoreremo i tempi”

tap pipelineROMA – Al gasdotto Trans Adriatic pipeline, il Tap, “ci teniamo molto e faremo gli azionisti perché il progetto rispetti i tempi, al 2020, e penso ci siano tutte possibilità” perché ciò accada”. Carlo Malacarne, ad Snam, lo dice a margine del convegno ‘Prospettive del mercato italiano del gas nel contesto europeo’, oggi a Confindustria. Il tema è appunto il Tap nell’azionariato del quale Snam è entrata l’altroieri rilevando per 130 milioni il 20% della norvegese Statoil.

“Abbiamo sempre monitorato l’evoluzione di questo progetto che diventa la prima via dall’area caucasica per gas di nuova provenienza, dall’Azerbaijan- spiega Malacarne- una nuova rotta che prima non esisteva, e che nel medio-lungo termine può fare da apripista per altri fornitori come Egitto, Israele, Iran”.

In questo progetto “siamo azionisti operativi forti, come operatore infrastrutturale“, aggiunge l’ad Snam, e infatti “già da settembre abbiamo messo a punto un memorandum per seguire Socar come braccio operativo infrastrutturale per introdurla in Europa”.

Rispetto alle tempistiche e allo stato di avanzamento dei lavori “la parte Azerbaijan – Turchia è quasi finita, in Albania stanno facendo le strade- spiega Malacarne- manca il collegamento italiano, che è offshore, ma è fattibile e autorizzato, chiaro che va gestita bene la realtà locale sul territorio mantenendo i rapporti con le autorità locali”.

Sul piano internazionale il Tap “oltre ad essere una nuova via di approvvigionamento in funzione della risoluzione della crisi Russia-Ucraina, potrebbe diventare un progetto importante per arrivare ai Paesi dell’est confinanti con l’Ucraina, che potrebbe diventare Paese di transito”, rileva Carlo Malacarne, ad Snam. In questo quadro “l’Italia ha il vantaggio di essere su tuttti i corridosi, sia nord – sud che est – ovest, un vantaggio da giocarsi a tutti gli effetti”, conclude Malacarne.

3 Dicembre 2015
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