La riforma della prescrizione spacca il governo: scontro tra Bonafede e Bongiorno

ROMA – Perché è così importante fermare la prescrizione dopo il primo grado di giudizio? “Perché il sistema deve recuperare credibilità agli occhi dei cittadini. Non possiamo pensare che un processo passato attraverso spese, indagini e sentenze, si risolva a tarallucci e vino prima del giudizio definitivo. E poi la prescrizione esiste solo in Italia”. Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervistato da La Stampa.

“Voglio un sistema giudiziario con le spalle larghe. Capace cioè di reagire in tempi rapidi. Se un cittadino chiede giustizia lo Stato deve dare una risposta celere. E su questo dobbiamo essere tutti d’accordo”.

Sul personale nel comparto giustizia, annuncia: “Faremo un ampliamento della pianta organica che questo paese non ha mai visto”.

Infine, il ministro aggiunge: “La riforma sulla prescrizione entrerà in vigore con la nuova legge e non sarà retroattiva. Ma stiamo anche preparando una riforma chirurgica del processo penale”, conclude.

BONGIORNO: NO STOP PRESCRIZIONE, È BOMBA ATOMICA

Lo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giustizia? “Io sono preoccupata perchè non credo sia una correzione che incide solo sulla prescrizione, ma incide sull’intero sistema penale che oggi è bloccato. E’ come mettere una bomba atomica nel processo penale”. Così il ministro della Pa, Giulia Bongiorno, intervistata da Maria Latella su SkyTg24.

“Senza la tagliola della prescrizione non fisserebbero più le udienze, non ci sarebbero più appello e Cassazione perchè non sarebbero più fissate le udienze”, sottolinea.

“Il contratto di governo deve trovare un accordo” però si deve fare “una riforma della prescrizione e solo della prescrizione”.

Bongiorno continua: “Con Bonafede mi trovo benissimo, è una persona ragionevole” però “dobbiamo stare attenti a non bloccare la giustizia per sempre”. Un imputato innocente “deve vedere la fine del suo processo”.

Il ministro della Pa spiega che la norma annunciata dai 5 stelle è come “mettere una bomba atomica nel processo penale”.

Bongiorno vorrebbe che la misura fosse “discussa in Consiglio dei ministri” mentre qui si parla di “un emendamento” al ddl anticorruzione in commissione alla Camera.

3 novembre 2018
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