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L’India balza in alto in classifica Banca mondiale: ora è meta ‘top’ per chi vuole fare affari

DELHI – “Lasciamo stare gli affari e concentriamoci sulla lotta alla fame e alla povertà” titola ‘Scroll’, uno dei primi portali di informazione di Delhi. L’editoriale prende spunto da quello che il primo ministro Narendra Modi, con un’involontaria citazione di un piano quinquennale della Cina maoista, ha definito in settimana “uno storico balzo in avanti“: l’avanzata dell’India di 30 posti in un solo anno nella classifica della Banca mondiale dei Paesi dove è più facile investire e gestire imprese. Nel rapporto nessun cenno ai problemi sociali del subcontinente, dove il tasso di povertà supera il 21 per cento e dove, stando all’ultima rilevazione nazionale, i bambini affetti da rachitismo sono oltre 47 milioni.

DAL 130^ al 100^ POSTO PER 10 PARAMETRI

I dati della Banca mondiale, dunque. Il subcontinente è salito in graduatoria dal 130° al 100° posto sulla base di dieci parametri, per sei dei quali sarebbero stati registrati miglioramenti. Il voto più alto è per la tutela degli azionisti di minoranza, quello più basso per i permessi edilizi. In evidenza anche il grado di difficoltà per avviare un’impresa: “Per registrarne una ci volevano fino a tre settimane – annota il ‘Times of India’ – mentre adesso bastano poche ore“. E il governo di Modi, liberista e nazionalista, promette di andare oltre. Secondo il ministro delle Finanze Arun Jaitley, “sul rispetto dei contratti o i certificati di proprietà siamo ancora indietro e dobbiamo migliorare”.


E DA LUGLIO L’INDIA HA UNA NUOVA IMPOSTA SU BENI E SERVIZI

Ad aiutare in classifica potrebbe essere la nuova imposta indiretta su beni e servizi, una prima assoluta in India, in vigore da luglio e dunque non ancora considerata dal rapporto della Banca mondiale. Altre misure, a partire dalla legge fallimentare, sono state invece già valutate in modo positivo: sempre che si prenda per buona la prospettiva dell’istituto di Washington, favorevole a ridurre al minimo l’intervento dello Stato nelle attività economiche. Sta di fatto che Modi, con buona pace di Mao Zedong, ha celebrato lo “storico balzo in avanti”. Né è sembrata dargli torto Annette Dixon, dirigente della Banca mondiale: “Oggi l’India è un Paese aperto alle imprese, in grado di diventare meta privilegiata per chi vuol fare business a livello globale“.

dal nostro inviato in India, Vincenzo Giardina

03 novembre 2017

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