A Bologna i ciclisti si arrabbiano: “Crociate vanno fatte per altro”. E preparano contromossa

BOLOGNA – E’ gelo tra la giunta Merola e la Consulta della bicicletta del Comune. La Consulta, in una nota, chiede “con fermezza che si abbassino i toni e che se campagne si devono fare, si facciano nelle direzioni che di fatto causano pericolo, morti, malattie gravi, inabilità gravi“. Non, insomma, per multare i ciclisti indisciplinati. In questi giorni, si legge nella nota diffusa dalla presidente della consulta Simona Larghetti, la stampa di Bologna “riporta con grande evidenza l’avvio di quella che viene definita una ‘campagna’ contro i ciclisti sregolati, trasgressivi e pericolosi. La consulta della bicicletta e le associazioni che vi afferiscono hanno sempre messo in evidenza, anche con azioni comunicative, la buona norma secondo la quale l’uso della bicicletta debba avvenire in accordo con le regole del codice della strada e del comune buonsenso”.

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“GRAVE DI PARLARE DI ‘CAMPAGNA’ CONTRO UNA MINORANZA”

Simona Larghetti

Ma “l’uso di parole così forti, l’uso del termine ‘campagna’, rimandano ai cittadini una immagine ingiustificatamente in negativo dell’uso della bicicletta. E solo di quella. Questo è grave“. Perché, argomentano i ciclisti, il “concetto base che dovrebbe supportare tutte le campagne, siano esse di informazione o sanzionatorie, è il principio della massima pericolosità, non della debolezza o della minoranza del destinatario”.

Questo, sottolinea la consulta, “è grave”. “Specialmente se inserito in una emergenza-urgenza climatica ormai costante, ove è noto come la mobilità ciclistica e il suo incremento costituiscano la prima e più agevole strategia risolutiva”. E anche questo, si conclude la nota, “è grave. Perché avviene mentre la consulta della bicicletta svolge un continuo, tenace scambio costruttivo con l’assessorato alla mobilità per fare andare in porto il Biciplan, punto chiave per una nuova mobilità, sicura ed efficace”.

MEROLA: SANZIONI VERSO TUTTI I COMPORTAMENTI SCORRETTI

Virginio Merola

Il sindaco, dal canto suo, è intervenuto anche su Facebook per difendere l’iniziativa del Comune, sottolineando il fatto che non si tratti nello specifico di una campagna contro i ciclisti, ma contro tutti quelli che non rispettano le regole. Tant’è vero, ha ricordato, che negli ultimi giorni sono state fate molte multe anche ad automobilisti ‘beccati’ mentre usavano il cellulare alla guida. Insomma, Virginio Merola di passare per il persecutore dei ciclisti non ne vuole sapere.

E IL GRUPPO SALVAICICLISTI ORGANIZZA UNA CONTROMOSSA

Dal contromano al contropiede. Se il Comune di Bologna ha puntato la lente (e il blocchetto dei verbali dei vigili) sui ciclisti indisciplinati, ora tra gli stessi ciclisti si valuta di avviare una sorta di ‘contro-campagna‘ per segnalare pubblicamente i comportamenti scorretti degli altri utenti della strada (automobilisti in primis). L’idea circola, ad esempio, tra i frequentatori della pagina Facebook dell’associazione Salvaiciclisti.

“Facciamo una pagina dove postare queste cose. Così iniziamo a contare le infrazioni al Codice della strada da parte degli automobilisti bolognesi”, scrive Bartolomeo, commentando la foto pubblicata da un altro utente per mostrare un furgone parcheggiato in divieto di sosta in zona universitaria. “Era sicuramente un furgone carico di bici e guidato da un ciclista…”, ironizza un altro ‘lettore’.

L’IDEA: UN DATABASE FOTOGRAFICO DI TUTTE LE INFRAZIONI

Ma c’è chi fa sul serio e già si sta organizzando: l’idea di “fare un database fotografico di tutte le infrazioni automobilistiche mi piace un casino. Questo è un metodo rapido per non violare la privacy del fuorilegge”. Il metodo è quello mostrato dalla foto che correda il post: auto ferma su una preferenziale, fotografata mettendo un dito davanti all’obiettivo così da nascondere la targa. Scorrendo lungo la pagina, altre foto di auto pizzicate in difetto e altri commenti come: “La campagna per le buone regole in strada sembrerebbe non valere per i mezzi a motore”, scrive Fabio. “Ma ci sono i monitoraggi in centro storico per il rispetto da parte dei veicoli dei limiti a 30 chilometri?”, chiede Muri.

“Nel novero dei comportamenti da sanzionare ci sono anche pedoni e runner sulle ciclabili (ad esempio nel tratto di via Sabotino espressamente proibito ai pedoni)?”, scrive Alessandro. Stessa domanda che Alessandro pone per altri problemi ricorrenti: “E i cani che vagano senza guinzaglio sulle ciclabili? Quelli con il guinzaglio di cinque metri, cane da un lato, padrone dall’altro? Riguardo al passaggio con il rosso: verranno sanzionati anche gli autisti dell’autobus che regolarmente passano con il rosso al semaforo di via Marconi verso Malpighi, dove il verde per i pedoni dura quattro secondi?”.

SU FACEBOOK ANCHE LE ‘SOFFIATE’ SUI CONTROLLI

Ma non c’è solo la sottolineatura degli altrui comportamenti, la resistenza dei ciclisti passa anche per la cooperazione anti-sanzioni: “Attenzione, controlli e multe in corso ora per contromano in via Guerrazzi“, recita un post. Nel mirino finisce ovviamente anche il sindaco Virginio Merola, a guardare sia la pagina Salvaiciclisti che quella dello stesso primo cittadino (dove, però, appaiono anche commenti favorevoli al giro di vite sui ciclisti).

“I fatti dimostrano, sindaco, che non ve ne può fregare di meno della mobilitá sostenibile“, scrive Alle. Oppure: “Bravo Merola, abbi il coraggio di dichiarare che il resto d’Europa non ha capito proprio niente- è sarcastico Federic- e se qualcuno dovesse contraddirti, sbandieragli gli ottimi dati sull’inquinamento atmosferico della nostra città e gli altrettanto ottimi dati sull’incidentalità”.

di Mirko Billi e Maurizio Papa, giornalisti professionisti

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3 Nov 2017
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