San Marino

Intervista a Valentina Bollini

valentina_bolliniNome: Valentina

Cognome: Bollini

Luogo e data di nascita: Borgo Maggiore 10/11/1995

Professione: studentessa

Residenza a San Marino: dalla nascita
Domicilio a San Marino:
dalla nascita

Partito: C10

 

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

La precedente legislatura, in linea di massima, ha mantenuto in stallo una situazione per cui sarebbero dovuti essere presi seri provvedimenti. Questa inerzia politica è stata piuttosto controproducente perché, così facendo, non ci si preoccupa di prestare attenzione o intervenire su tematiche e problematiche che adesso più che mai si ha urgenza di risolvere, mantenendo un generale status quo che sì, genera sicurezza, ma blocca anche qualsiasi tipo di sviluppo o rilancio economico.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Senza dubbio, i punti prioritari sono quelli che riguardano il rilancio economico, l’estinzione del debito pubblico e la creazione di una nuova imprenditorialità strategica per il territorio. La creazione di nuove imprese non può prescindere dalla formazione di una vera e propria cultura imprenditoriale, che incoraggi l’innovazione e l’intraprendenza e che si realizzi tramite progetti di formazione, in accordo anche con le scuole, che servano a creare una maggior consapevolezza imprenditoriale e che aiutino i nuovi imprenditori a realizzare delle start-up efficaci e produttive.

 

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

In quanto ragazza di appena 21 e anni e studentessa universitaria, mi sento molto vicina a tutte quelle tematiche d’interesse tra i miei coetanei, soprattutto a quelle legate alla formazione. Considero estremamente importante costituire un governo che creda nei giovani, li tuteli e investi in loro con l’istituzione di prestiti sulla fiducia che diano a loro la possibilità di completare gli studi, di diventare professionisti competenti e, di conseguenza, trovare il proprio posto nel mondo del lavoro.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

L’idea di sviluppo, così come un progetto per lo sviluppo, non può prescindere dal progresso tecnologico. Adesso più che mai nella storia, l’avanzare dello sviluppo tecnologico ha permesso all’uomo di riorganizzare completamente ogni settore della propria vita, che sia quella sociale o privata. I nuovi mezzi di comunicazione permettono dei rapporti interpersonali più facili, veloci e comodi e soprattutto, trovano la soluzione per molti problemi logistici a cui era difficile far fronte. Da questo punto di vista, il Paese si trova allo step immediatamente precedente, con un impianto di telecomunicazioni inadeguato e il perdurare di procedure e regolamenti orami obsoleti e superati, soprattutto dal punto di vista burocratico. È necessario rendere il Paese tecnologicamente al passo coi tempi senza però dimenticare o rinnegare il nostro meraviglioso retaggio storico, fatto di tradizioni e storie che rendono San Marino un paese unico nel suo genere.

 

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Per via delle ridotte dimensioni del nostro Paese, un’eventuale accordo con l’UE potrebbe portare alcune conseguenze molto positive soprattutto per ciò che riguarda l’accesso alle quattro libertà fondamentali. Libera circolazione di beni, mezzi, capitali e servizi, il che significa spostamenti più facili e veloci in tutta Europa con la possibilità di fare nuove esperienze all’estero, venire a contatto con nuove culture, soprattutto per chi come me fa parte della generazione Erasmus. L’Erasmus è un’importante esperienza universitaria, fondamentale dal punto di vista della formazione perché rende più aperti e critici e sviluppa la creazione di un altro punto di vista culturale.

 

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Onestamente, non riconosco nessuna figura politica Sammarinese a cui ispirarmi. Tale carenza è piuttosto infelice, non perché non esista nessun personaggio degno di nota o di stima, ma perché, da ragazza che per la prima volta di affaccia alla politica, gli attori politici di cui ho sempre avuto notizia dalla cronaca locale sono coloro che si differenziavano per aver commesso crimini più o meno gravi. È oltremodo infelice il fatto che la politica sammarinese sia conosciuta a livello popolare come legata a personaggi che hanno infangato il sistema, distrutto la credibilità del governo e creato la attuale situazione di fragilità a cui è necessario far fronte.

 

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo.” Questa famosa citazione, presa dal grande sostenitore della lotta non-violenta Mahatma Ghandi, racchiude ciò che secondo me dovrebbe essere il genuino impegno politico. Un impegno politico inteso come la partecipazione in prima persona, lo spirito di mettersi in gioco e credere ad un cambiamento reale, il coraggio di lottare in prima linea con la consapevolezza che il grande cambiamento inizia dal singolo.

 

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

La mia formazione, tutt’ora in corso di sviluppo, si base sullo studio psicologico. La psicologia, anche se può risultare ambito molto lontano da quello politico, in realtà circonda ogni aspetto dell’esperienza umana, che sia quello strettamente personale o sociale. La politica, nel senso lato del termine, è costituita da relazioni interpersonali, quindi da confronti, dialoghi e compromessi fra persone che si relazionano tra loro per raggiungere qualsiasi tipo di obbiettivo e accordo. La psicologia studia le dinamiche interpersonali, le individua, le legge e le interpreta così da averne una chiara valutazione e individuare la modalità migliore per trattare adeguatamente certe situazioni o conflitti. È importante sia capire ciò che dicono le persone, sia capire il perché lo dicano.

 

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Il momento in cui mi sento più vicina al mio paese, in senso di orgoglio nazionale, è durante il periodo in cui intercorrono le Serate Medievali. Questo evento rappresenta la nostra identità storica, rappresenta un retaggio che è nostro vanto nazionale e che è insostituibile. Un evento che riesce a mettere in scena una meravigliosa rievocazione, unica nel suo genere perché ci ricorda la nostra storia e, allo stesso tempo, ci fa sentire parte della stessa.

 

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Per un sano spirito politico sono necessari alcuni aspetti caratteriali fondamentali. Banale, ma non scontato, in primo troviamo in senso di responsabilità e impegno civico, che trovano principio in un’iniziale curiosità, che diventa una ricerca di risposte, che diventa consapevolezza di un intervento. In secondo, è necessario una buona dose di determinazione, intesa come il puntare al raggiungimento dei propri obbiettivi, obbiettivi concreti a cui si crede fermamente e che rimandano a valori e ideali intrinseci. Come questa nuova esperienza ho capito che è fondamentale per ognuno di noi raggiungere una reale consapevolezza e impegnarsi attivamente per vedere avvenire un cambiamento in cui si crede. Io sono qui per fare la mia parte, perché è mia responsabilità in quanto cittadina di un paese a cui tengo e che rappresenta il mio futuro e la mia storia.

 

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Questa esperienza è iniziata come un’occasione. In linea generale, ho sempre nutrito un forte disinteresse per tutto ciò che riguardava la politica o le problematiche governative, così come la maggior parte dei miei coetanei. Poi, una sera mi sono presentata nella sede di Civico 10 dove ho avuto modo di imparare a conoscere un gruppo formidabile sotto molti punti di vista. È stato importante, per quella che poi è stata la mia decisione, vedere l’energia e l’entusiasmo di queste persone che s’impegnano mettendo anima e corpo nella realizzazione dei propri progetti, per vedere realizzarsi un’idea genuina di cambiamento, in cui credono e per cui sono disposti a combattere.

 

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Probabilmente l’esperienza che più è stata significativa per me, in termini di insegnamenti e avventure, è stata il mio percorso nello scoutismo. Essere uno scout è un’esperienza unica che insegna a crescere con ideali genuini e autentici, insegnando il rispetto della natura e degli altri, l’importanza di aiutare chi è in difficoltà, il vivere in gruppo e la gioia di sentirti felice anche se si possiede solo uno zaino e una tenda.

 

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

A questo proposito, credo che con la preferenza unica, si corra il rischio di ridurre la scelta di un governo adatto alla scelta di un solo candidato, innalzando al massimo la componente personale. Non saranno i singoli a dover mettere in atto i provvedimenti, bensì un governo formato da una maggioranza di persone guidate e unite da un unico progetto. In quest’ottica, credo che uno spirito di vittoria a livello personale non sia per nulla di aiuto e non rappresenti ciò di cui il Paese ha bisogno in questo momento. Il Paese ha bisogno dell’impegno civico di tutta la sua cittadinanza, ha bisogno che i suoi cittadini raggiungano la consapevolezza e lo spirito di produrre un cambiamento concreto per voltare pagina e scrivere una nuova pagina di storia. Io credo in Civico 10, nella coalizione, perché credo nei loro progetti e nella loro voglia di realizzarli e sono cosciente di dover dare il mio contributo.

3 novembre 2016
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