Intervista a Marco Gatti - DIRE.it

San Marino

Intervista a Marco Gatti

marco_gattiNome: Marco

Cognome: Gatti

Luogo e data di nascita: 25 gennaio 1967

Professione: Libero professionista

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: nessuna

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

San Marino si è accreditato a livello internazionale a tutti i livelli ed ha raggiunto il pareggio del bilancio pubblico in un periodo di crisi sistemica forte in tutta l’Europa. Sicuramente molte cose hanno funzionato, non crede?

Mi avrebbe fatto piacere riuscire a concretizzare gli investimenti strutturali programmati in un periodo più breve perché l’economia per rilanciarsi velocemente ne ha necessità. Anche sulla troppa burocrazia siamo in ritardo e questa diventa pertanto una delle priorità per la prossima legislatura.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Semplificazione delle procedure per avviare le attività economiche, soluzione sistemica per le problematiche legate al settore finanziario ed investimenti collegati ad un piano di sviluppo del settore turistico, con particolare riferimento ai Centri Storici. Perché? Perché abbiamo bisogno di nuovi posti di lavoro e questi non posso prescindere dalla crescita del numero delle imprese, insieme allo sviluppo di quelle esistenti. Le imprese hanno bisogno di essere finanziate, e quindi di un sistema finanziario capace di supportarle, ed il settore turistico legato a quello commerciale è quello che più di ogni altro può sviluppare in numeri e qualità.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Tutte le tematiche sono importanti perché collegate tra loro. L’economia non è svincolata dalla visione di società che vogliamo, dalla visione di come l’uomo sta nella società ed il suo rapporto con lo Stato ed il suo prossimo. Chi si impegna in politica deve impegnarsi su tutti i temi altrimenti diventa portatore di interessi di parte e non di interessi collettivi.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

San Marino, pur essendo un piccolo Stato, a differenza di altri ha sviluppato un modello economico a 360°. Mi spiego; in Repubblica abbiamo l’economia agricola, commerciale, finanziaria, industriale, artigianale e turistica; tutto quello che è economia in un grande Stato per intenderci. Credo che l’economia differenziata sia un valore che non possiamo permetterci di abbandonare perché è garanzia di sovranità nei periodi di crisi di settore. Per questo bisogna impegnarsi ed intervenire per tutti i settori. A cosa rinunciare? Alle paure del cambiamento che ci limitano nell’abbracciare le nuove sfide e le nuove opportunità.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

La maggiore integrazione è una necessità ed oggi l’Europa ha scoperto, grazie al nostro lavoro, che San Marino è una importante realtà. Sono certo che insieme possiamo sviluppare enormi opportunità di interesse comune e non solo economico. L’Accordo di Associazione è un valido strumento per far crescere queste opportunità salvaguardando le nostre peculiarità di Città-Stato.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Per ideali e valori vi sono state tante figure che ne sono state portatrici. Forse quella che mi ha colpito di più, anche per la modernità e conseguente attualità, ancor oggi, dei propri discorsi e della sua vita è stata Clara Boscaglia.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

A me piaceva molto Giulio Andreotti. Uomo di grande capacità politica, in grado di uscire sempre a testa alta anche dalle situazioni più complesse. Capace di far assegnare all’Italia, in anni difficili, un ruolo internazionale di non poco conto. Uomo di Governo. Come statista invece ho sempre ammirato De Gasperi. Persona che ha sempre messo il suo Paese avanti ai propri tornaconti ed a quelli di Partito.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Sicuramente il mio lavoro, quello libero professionale, mi favorisce nella vita politica. Dare consigli e trovare soluzioni per gli altri e non per se stessi implica lo sviluppo di una capacità di analisi di tutte le variabili che accompagnano le scelte. Questo aiuta a consigliare le migliori soluzioni ai problemi. Questa formazione e questa esperienza mi sono di sicuro aiuto per svolgere incarichi politici ai vari livelli.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sono sempre stato orgoglioso del mio essere sammarinese e sempre lo sarò. Quindi l’ultima volta è adesso.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Il non reagire immediatamente alle provocazioni, non lavorare da solo ma in squadra ed andare sempre preparato sui temi che si affrontano per perseguire con determinazione e coraggio gli obiettivi fissati. Se si è preparati e si è condiviso con altri gli scenari da affrontare e come affrontarli è più difficile essere presi in giro.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

In famiglia abbiamo sempre “masticato” politica. Ho deciso però di dedicarmici con maggior impegno alla fine degli anni ’90 primi anni 2000 quando la politica, secondo il mio parere, era diventata autoreferenziale e non più capace di anticipare i tempi che stavano cambiando. Ho iniziato la mia “gavetta” dall’impegno di sezione sino ad oggi con l’incarico di Segretario Politico.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Tutte le passioni hanno lasciato un segno e sono le passioni legate all’età ed alle esperienze vissute. L’insegnamento più grande è stato quello di imparare a non giudicare gli altri che hanno idee e/o comportamenti differenti dai miei ma anche di restare fermo sui miei principi e valori difendendoli con la dialettica e la logica.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Spero sia così. Non vorrei invece che sia valutato chi è più capace di promettere e concedere. Per quanto riguarda le mie capacità e competenze non sono io che può assegnarle ma le persone che mi hanno conosciuto.

 

3 novembre 2016
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