San Marino

Intervista a Matteo Ciacci

matteo_ciacciNome: Matteo

Cognome: Ciacci

Luogo e data di nascita: Borgo Maggiore 5-5-1990

Professione: Funzionario e Coordinatore del Movimento Civico10

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: no

Partito: C10

 

  • Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Pochissime cose hanno funzionato in questa legislatura. Abbiamo 1400 disoccupati di cui 465 hanno meno di 30 anni, dati allarmanti se ci aggiungiamo che le imprese sono in calo rispetto all’anno scorso e che non c’è stato nessun provvedimento reale per rilanciare la crescita (che infatti ancora langue dopo il -35% registrato negli ultimi anni). Se a questo associamo un modo di governare in continuità con il passato, senza confronto con le forze di opposizione e con la cittadinanza, direi che non c’è nulla da salvare. Per stessa ammissione di diversi esponenti di maggioranza del governo Bene Comune, l’ultima legislatura è stata fallimentare; fortunatamente l’esperienza politica di questo esecutivo è terminata anticipatamente.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Dobbiamo generare fin da subito un forte cambiamento. Basta chiacchiere, bisogna decidere come intervenire, definire tempistiche chiare, confrontarsi con la cittadinanza preventivamente e rispettare gli impegni. Se non facciamo questo saremmo come gli altri che ci hanno governato in passato.

Nei primi 100 giorni:

  • Andiamo a recuperare le risorse dove possiamo: noi per esempio abbiamo proposto in questi giorni una legge di iniziativa popolare per agire sui crediti di imposta concessi alle banche e per recuperare, per quanto possibile, la monofase non pagata. Questi sono due temi molto sentiti dalla cittadinanza su cui una politica seria deve cercare di intervenire per dare un segnale di cambiamento
  • Servono fin da subito interventi chiari che diano fiducia alle imprese, anche esistenti, e ne consolidino la crescita. Ad esempio un intervento di riduzione delle imposte sulle imprese legata a comportamenti virtuosi – come il reinvestimento degli utili, l’occupazione di lavoratori residenti o l’impegno per la ricerca, lo sviluppo e l’innovazione; investire fortemente sullo sviluppo della rete telefonica e Internet come dicevo prima, dare incentivi e sostegni mirati a quelle imprese e a quei settori che vogliamo far crescere nel nostro Paese (pensiamo al turismo, al settore sanitario, alle imprese attive sul web, ecc…) evitando la logica degli interventi generalizzati che non portano risultati. E tante altre azioni come ad esempio gli investimenti sulla formazione delle risorse umane nei settori che l’economia richiede e su cui siamo carenti e interventi di incentivazione della competitività del commercio anche attraverso la previsione di un paniere di beni a rotazione da offrire a prezzo agevolato.
  • Vanno subito impostati interventi, a costo zero, sempre nella direzione dello sviluppo: un intervento di sburocratizzazione che si basi sulla costituzione dello Sportello Unico per le Imprese, sulla informatizzazione delle pratiche e sull’estensione dell’orario di apertura degli uffici per avvicinarsi alle esigenze di imprese e cittadini; la creazione di una Agenzia per lo Sviluppo per ricercare imprenditori e promuovere San Marino all’estero; un intervento sulle residenze che ci consenta di favorire la nascita anche di piccole imprese; la creazione di forme semplificate di impresa per consentire anche ai giovani con pochi capitali di poter inseguire il loro sogno; interventi sul sistema turistico, anche attraverso la creazione di una card che offra servizi ai turisti e ci dia le risorse per riqualificare la nostra offerta e favorire il turismo di sosta.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Sì. Penso in particolare al rilancio turistico-commerciale del paese. Sono socio di due cooperative che lavorano in questo ambito: la cooperativa il Garage, organizzatrice di eventi culturali e la SMXplore, che ha come obiettivo quello di stimolare la crescita del turismo sostenibile a San Marino.

Sì perché sono tanti i “turismi” da valorizzare: partiamo sistemando i sentieri e le aree boschive che abbiamo costruendo percorsi dove poter camminare, fare trekking, discese in mountain bike, collegando tutti i sentieri della Repubblica, per un turismo del benessere.

Inoltre dobbiamo raccontare in maniera coinvolgente la nostra storia, le nostre tradizioni nel nostro Centro Storico per almeno tutta l’estate: pensiamo a rievocazioni storiche permanenti, spettacoli, degustazioni, visite nei nostri luoghi caratteristici, diventeremmo così un parco tematico storico naturale.

Per il periodo invernale invece dobbiamo ragionare rapidamente di strutture ricettive di alto livello, di una struttura multifunzionale, con un’ampia area dedicata all’esercizio delle varie tipologie di gioco consentite dalla legge, e spazio per tornei di poker sportivo e altri giochi.

Infine una sfida importante è quella di rilanciare il turismo congressuale: abbiamo svariate competenze all’interno del CVB che però necessita di risorse per poter promuovere al meglio la struttura del Kursaal. Se ci crediamo in questo settore, dobbiamo investire.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Ha centrato il punto. Vorrei poter raccontare a un mio coetaneo qual è il modello di sviluppo economico dei prossimi 20 anni di San Marino, la politica deve far questo. Oltre al necessario snellimento della burocrazia, bisogna riuscire ad utilizzare al meglio le risorse destinate all’incentivazione, puntando in particolare su settori che riteniamo interessanti per il nostro Paese, perché presentano un profilo tecnologico, etico o sostenibile dal punto di vista ambientale e territoriale, e investono in settori economici quali: telecomunicazioni, turismo e benessere, enogastronomia e biologico, servizi avanzati per le imprese e i cittadini. Basta incentivi a pioggia, facciamo scelte.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

San Marino sta seguendo la strada di un accordo di associazione con l’UE che ci consentirà di accedere alle quattro libertà fondamentali e programmi di sviluppo europei. Un esempio? I tanti bandi culturali che l’Ue propone ai suoi giovani. Questa è un’opportunità per i nostri giovani che reputo positiva.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

Ho il piacere di confrontarmi spesso con il Professor Fernando Bindi che rappresenta, a mio avviso, una gran persona che ha fatto politica in maniera seria e coerente.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

La prima campagna elettorale di Obama mi ha entusiasmato: un innovatore specialmente nell’utilizzo del web per mobilitare i sostenitori e per raccogliere i fondi. Era riuscito a definire un progetto, un sogno, coinvolgendo migliaia di giovani volontari, incentivando la partecipazione democratica all’attività politica.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Sicuramente i miei studi in Giurisprudenza mi hanno aiutato ad avere una competenza giuridica che nel mondo politico serve soprattutto per chi è giovane e non conosce nel concreto tutti gli aspetti tecnici ed istituzionali. Detto questo credo anche che l’esperienza sul campo sia molto importante: in questi anni, anche da Coordinatore del Movimento Civico10, ho avuto modo di approfondire tante tematiche e di conoscere tante persone splendide, con esperienze diverse che hanno fatto crescere me e il gruppo.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Sempre, tutte le volte che sollevo la testa e guardo il nostro monte e il nostro paesaggio meraviglioso.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La capacità di saper relazionarsi con gli altri, di fare squadra e di ascoltare le persone. I tanti limiti che ho, cerco di colmarli con il dialogo e con il confronto.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Mi sono candidato per le elezioni della Giunta di Castello di Città a 19 anni perché volevo cercare di organizzare, in sinergia con le istituzioni, eventi ed iniziative per intrattenere i giovani sammarinesi con l’obiettivo di proporre San Marino come luogo di divertimento. Sono stato eletto e da lì è nata la passione per la politica: 5 anni meravigliosi in Giunta, dove capisci per davvero che cosa significa fare politica. Lo dico sempre: le Giunte sono la più bella politica perché c’è il rapporto diretto con la cittadinanza, cerchi di essere il più possibile concreto e cerchi di lavorare per risolvere i piccoli problemi quotidiani delle persone, che però sono molto importanti.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ho da sempre coltivato tanti hobbies che mi hanno fatto crescere come persona. Sono stato per esempio sbandieratore della Federazione Balestrieri Sammarinese e poter rappresentare il mio paese in giro per il mondo, ti fa comprendere quanto le nostre tradizioni, i nostri costumi e la nostra storia incuriosiscano le persone. Così come ho svolto volontariato, all’interno di alcune associazioni culturali. Grazie a questo impegno ho potuto portare avanti alcune “battaglie”, specialmente per i miei coetanei, come il poter usufruire della mensa per gli universitari sammarinesi o le sale studio anche il sabato e la domenica per gli studenti.

Infine, lo sport. Faccio parte di una società sportiva, ricca di grandissime persone che si impegnano quotidianamente con passione ed entusiasmo, inoltre mi piace fare attività fisica. Penso da sempre che un buon sportivo è un buon cittadino. Spesso sottovalutiamo la funzione educativa dello sport: pensiamo a valori come il rispetto delle regole, la correttezza, la lealtà, il rispetto dell’avversario, il no alla corruzione e al doping per ottenere un risultato, la cultura del lavoro, il sacrificio, la meritocrazia, l’onesta’. Questi sono principi che tutte le volte citiamo anche quando parliamo di politica e di “cambiamento culturale” della comunità’. Una comunità che sappia socializzare meglio, che rispetti le regole, che non cada nella tentazione di “barare” per raggiungere l’obiettivo e che quindi sia onesta, che faccia emergere chi si impegna di più e che sappia stare insieme.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Troppo facile parlare di sé. Di sicuro chi mi conosce sa che per qualsiasi cosa di cui sono responsabile, dal dirigere una squadra di calcio, organizzare un evento o coordinare un movimento, ci metto tutto me stesso con passione, impegno e determinazione cercando di raggiungere i risultati che ci si prefigge. In politica, a maggior ragione, le azioni devono essere indirizzate agli obiettivi comuni, cercando di essere concreti, consapevoli però che le cose si cambiano insieme, da soli non si va da nessuna parte.

I sammarinesi vogliono concretezza, vogliono competenza, vogliono capacità di risolvere i problemi; in questo periodo sembra che valga solo il grido “onestà”.  Per me l’onestà è la base, il minimo, la carta d’identità di un buon politico. A questa va aggiunta la concretezza, perché se non fai le cose e non realizzi i progetti non sei credibile.

3 novembre 2016
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