San Marino

Intervista a Denise Bronzetti

denise_bronzettiNome: Denise

Cognome: Bronzetti

Luogo e data di nascita: San Marino, 12/12/1972

Professione: funzionario pubblico

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: italiana

Partito: Ps

  • Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Il continuo allineamento agli standard internazionali e la normalizzazione dei rapporti con la vicina Italia sono indubbiamente aspetti positivi perseguiti con forza da questa maggioranza. E qui ci sarebbe da chiedersi come mai ci siamo riusciti noi se, come ci accusa qualche altra forza politica e coalizione, rappresentiamo il vecchio della politica e cioè quella che ci ha portato in black list e ai minimi storici della credibilità nei confronti dei nostri interlocutori esterni. Sarà che sono diverse le persone e la politica non è tutto solo male?

Altri provvedimenti meno conosciuti dalla cittadinanza, ma ugualmente determinanti, hanno riguardato modifiche nel settore della giustizia, strumenti diversi che hanno consentito per esempio la confisca dei beni proventi di attività criminose. Poi, ancora, la legge sullo sviluppo, certamente da migliorare, e interventi in tema di spending review da portare a termine.

Purtroppo mancano ancora alcune riforme strutturali. Alcune erano in procinto di essere presentate altre da elaborare, ma l’interruzione anticipata della legislatura, il crescente clima di sfiducia tra gli alleati di Governo e il non troppo efficace coordinamento tra l’esecutivo e la maggioranza che lo sosteneva hanno fatto il resto.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Ritengo sia evidente a tutti come lo sviluppo economico sia la vera emergenza del Paese. Senza imprese e nuovo gettito nelle casse dello stato non si risana il bilancio, né si crea lavoro. La seconda emergenza è rappresentata dal settore bancario e finanziario ancora oggetto di forti turbolenze e di cui la politica e gli organismi preposti devono immediatamente occuparsi. Il terzo è operare una vera ed efficace sburocratizzazione, nonché semplificazione degli atti amministrativi, superando una volte per tutte i modelli concessori in favore di regole chiare e semplici.

 

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Tutto quello che ruota attorno alle politiche di sviluppo e del lavoro assieme ad interventi mirati sul fronte dell’istruzione e della formazione e dello sport, mi trovano particolarmente attenta e sensibile.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Guardi, anche nella tanto vituperata Italia si aprono attività in pochissimi giorni. In uno stato piccolo come il nostro non si giustificano più l’eccessiva burocrazia e la stratificazione di norme create. Un unico sportello a cui possa rivolgersi chiunque sia interessato ad investire in questo Paese, per avere tutte quante le informazioni necessarie, sarebbe la cosa più utile da creare; oltreché utile ad evitare eventuali coinvolgimenti della politica quando e dove non serve. Insomma, “ti faccio aprire un’attività in 3 giorni e tutti i controlli avvengono a posteriori, se hai rispettato le norme vai avanti, altrimenti paghi”.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

In tutta onestà devo ammettere che la mia posizione è cambiata nel tempo. Oggi non ritengo più strategica l’adesione all’Unione Europea a fronte invece di accordi di associazione. In poche parole alla Repubblica di San Marino occorrono accordi su diversi fronti con l’Unione Europea. Accordi per permettere alle nostre aziende di superare le difficoltà quotidiane di operare, ai nostri ragazzi di studiare liberamente in Europa e perché no anche a persone meno giovani di poter andare a lavorare in Europa.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

No, preferisco essere me stessa con le mie capacità e i miei limiti senza dover per forza assomigliare a qualcuno. Di certo gli ideali e i valori a cui mi richiamo sono quelli socialisti, dell’onestà e della giustizia sociale.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Sandro Pertini senza dubbio per il profondo senso di giustizia sociale e senza aggiunta di altre spiegazioni, magari invito chi non ne avesse conosciuto gli ideali, le battaglie, il percorso personale e politico di andare a leggere e ad approfondire la sua storia.

 

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Indubbiamente il fatto di essere cresciuta politicamente dentro un’organizzazione politica ha contribuito alla mia formazione ed al valore del rispetto delle regole. Aspetti positivi questi poi andati persi, purtroppo, a causa dell’utilizzo improprio e solo per interessi personali dei partiti ad opera di alcuni ex esponenti politici noti oggi per le vicende giudiziarie. Successivamente, l’esperienza come funzionario sindacale della CSdL e come segretario particolare alla Segreteria di Stato per la giustizia ed i rapporti con le giunte di Castello mi hanno offerto spunti e competenze utili al ruolo successivo di Consigliere della Repubblica.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Tutte le volte in cui il Paese ha saputo reagire alle varie forme di sopruso operate sia dall’esterno che dall’interno e nelle battaglie per i diritti civili. Questi sono stati momenti in cui la ragion di stato, il valore e il rispetto per la persona hanno prevalso sui simboli e sugli schieramenti, come è giusto che sia!

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

La calma! Ovviamente sto scherzando, chi mi conosce sa benissimo che non sopporto i tatticismi e l’attacco personale in politica. Fare politica oggi è certamente più difficile rispetto al passato. Ci vogliono competenze e pragmatismo (aspetto questo più femminile che non maschile) ed il saper stare in mezzo alla gente, ascoltare le persone ma al contempo sapere dire anche qualche no.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

Faccio politica da quando avevo 15 anni. Gli amici andavano a ballare ed io alle riunioni del Partito socialista. Di sicuro mia madre ha contribuito a questo tipo di passione e interesse, ma nella mia azione politica sono sempre stata animata dal rapporto di amore/odio che ho con il mio Paese. Per quanto riguarda l’amore non c’è bisogno di spiegazioni, mentre il rovescio della medaglia nasce principalmente dalla difficoltà di cambiare la mentalità di questo Paese spesso conservatrice e adagiata sugli allori ed i privilegi.

 

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Il segno l’hanno lasciato i miei genitori trasmettendomi regole e valori che sono, e rimangono, il mio faro. Lo sport e la lettura hanno completato il quadro facendomi capire che ogni traguardo ha bisogno di impegno e lavoro per essere raggiunto e che la mia San Marino non è il centro del mondo e c’è necessità costante di confronto con tutto il resto del mondo per crescere.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Non concordo con la sua affermazione. La preferenza unica è un errore perché non fa altro che personalizzare la politica, esasperare i toni di una campagna elettorale già difficile e non lasciare spazio a giovani e a chi è meno conosciuto e non può contare nè su grandi famiglie nè su risorse economiche alle spalle. Pensare che solo oggi con la preferenza unica si possa avere in Consiglio Grande e Generale il meglio, offende gli elettori che anche in passato hanno espresso un voto consapevole dando fiducia a chi meglio poteva rappresentarli anche con tre preferenze!

 

3 novembre 2016
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