Intervista a Sara Giovagnoli - DIRE.it

San Marino

Intervista a Sara Giovagnoli

sara_giovagnoliNome: Sara

Cognome: Giovagnoli

Luogo e data di nascita: San Marino, 30 settembre 1993

Professione: Studentessa

Residenza a San Marino: dalla nascita

Domicilio a San Marino: dalla nascita

Eventuale/i altra/e cittadinanza/e: nessuna

Partito: Pdcs

1) Cominciamo dalla legislatura ormai volta al termine. Può dirci cosa, secondo la sua opinione, ha funzionato bene e cosa no o comunque meno? Per quali ragioni?

Non credo di poter essere in grado di giudicare la legislatura passata, però sicuramente per il modo brusco di come si è conclusa, le cose potevano andare meglio, (specialmente per il comportamento di un partito in particolare).

In ogni caso si fa fatica a legiferare e a svolgere un buon lavoro se all’interno di un governo non ci sono le fondamenta per una squadra seria e unita.

2) Nella prossima legislatura, quali sono i tre punti prioritari che la nuova maggioranza dovrà mettere al centro dell’agenda politica nei primi 100 giorni? Perché?

Sicuramente la squadra che sarà al governo avrà diverse tematiche da affrontare con competenza e coesione per migliorare in modo chiaro la situazione attuale che necessita di stabilità. Ci soffermeremo non solo su tre punti, ma ben sei che sono ad oggi di primaria importanza:

– Nel lavoro, va creata occupazione;

– Miglioramento del sistema sanitario;

– Rilancio dell’economia con forte sostegno alle imprese locali;

– Realizzazione di una seria riforma bancaria;

– Miglioramento d’istruzione, cultura e scuola;

– Ridurre la barriera burocratica che rallenta il sistema.

3) Ci sono delle tematiche politiche che sente maggiormente vicine e per le quali desidera impegnarsi in prima persona? Come mai?

Analizzando le tematiche politiche che maggiormente mi appartengono incentrerei la mia massima attenzione, data anche la mia giovane età, sulle riforme che interessano maggiormente la crescita e lo sviluppo del giovane all’interno della società, migliorandone i servizi, creando opportunità di lavoro, aumentando il livello di formazione, ma soprattutto coinvolgendo attivamente i giovani all’interno della società che purtroppo a volte ci sottovaluta.

4) In questa fase si parla sempre più di sviluppo dell’economia del Paese ma il concetto è legato all’idea di sviluppo che ognuno ha. Secondo la sua, quali sono le direzioni da seguire per ottenere i traguardi in tale ambito? A cosa non bisogna rinunciare per farlo?

Carnelutti sosteneva la tesi della funzione della scienza, ovvero la scienza permette la crescita della società e il diritto muta in base alle esigenza di quest’ultima. C’è il bisogno di tutelare il cittadino (persona che vive nella città) e lo si tutela dandogli anche nuove possibilità di crescita professionale. Mi sembra di restare stazionaria quando nel 2007 ho iniziato le scuole superiori. Ho visto pochi cambiamenti arrivati a buon fine, che hanno permesso di contrastare la crisi economica iniziata in quegli anni. Avevo solo 14 anni e non mi interessava la politica, ma avevo comunque amici più grandi che si sono trovati a perdere il lavoro e ancora oggi fanno avanti e indietro da una cassa integrazione all’altra e oggi hanno circa 30 anni. Se ora la necessità del Paese è avere persone in grado di soddisfare la richiesta del mercato per non andare a cercare professionisti fuori territorio, lo Stato deve prenderne coscienza. Ci sono dei ragazzi sammarinesi che hanno alte riconoscenze fuori e appena usciti dall’università trovano subito lavoro in grandi aziende che sono eccellenze europee nei loro settori.

5) Qual è il convincimento che ha maturato in questi anni nel rapporto che sarebbe giusto si instaurasse tra San Marino e Unione Europea?

Ho letto un documento del 2015 sulla pagina internet degli esteri in cui si parlava di associazione e non di adesione all’Unione Europea, questo perché si vuole lasciare a San Marino quell’importanza storica e culturale che ne è la sua caratteristica principale, però senza privarlo dei benefici che avrebbe nel rapporto con l’UE (studio, lavoro, e i movimenti in generale nel territorio europeo e altri ancora). All’università ci insegnano che l’Unione Europea è un vincolo che ha dei lati positivi e negativi, e se è nata subito dopo la seconda guerra mondiale anche con il fine di ridurre i conflitti, oggi (com’è normale che sia) ha avuto un profondo cambiamento. Oggi significa non solo libertà di movimento, ma anche maggiori opportunità economiche. I percorsi già fatti dal Segretario Valentini sono stati molto importanti e sarebbe giusto tenere un filo conduttore. Ovviamente invito a leggere il documento in cui spiega bene le differenze tra adesione e associazione, che molto spesso vengono confuse.

6) Nella storia di San Marino, anche recente, c’è una figura politica a cui si ispira o almeno in cui si riconosce per ideali e valori?

E’ una risposta troppo scontata se vi parlo del mio bisnonno e di mio nonno? Il mio bisnonno ha fatto parte dell’arengo del 1906, e quando avevo 3 anni mio nonno mi ha portato con lui a ritirare la sua riconoscenza per i 50 anni di fedeltà alla Democrazia Cristiana. Mi ispiro a mio nonno, che mi ha sempre raccontato di come era San Marino prima della superstrada, di quanto era bello ritrovarsi a tavola la sera con tutta la famiglia e non c’era ancora la tv, e di come si stava bene quando c’era poco e quel poco bastava e la politica era per chi ci teneva davvero.

7) Nello scenario politico internazionale, attuale o passato, c’è un personaggio di cui stima l’azione politica? Se si, per quali motivi?

Nello scenario internazionale non credo, anche se mi dispiace che il mandato di Obama sia giunto al termine, però vorrei porvi l’attenzione su un altro personaggio di cui dobbiamo stimare l’azione politica ed è del tutto sammarinese. Il giorno che sono andata a ritirare la tessera del partito, il segretario della mia sezione, Rocco Toccaceli, aveva sul tavolo il libro di Clara Boscaglia e mi ha consigliato di leggerlo accennandomi alcune vicende di cui era protagonista. Solo di recente ho letto il libro ed è una donna che ha davvero fatto tanto per i sammarinesi, per il Paese e in particolare per le donne. “andando noi dai nostri concittadini, con il sostegno della sincerità e della disponibilità e delle proposte politiche”.

8) Ci sono delle esperienze nella sua formazione, nel suo lavoro, nella sua vita (anche politica) che considera propedeutiche o comunque importanti per svolgere nel migliore dei modi il mandato per cui si candida?

Sono cresciuta in una famiglia che mi ha sempre appoggiato in ogni scelta e percorso. Questo è stato fondamentale per me, perché mi hanno permesso di capire da sola i miei sbagli e i miei limiti. Questo ha inciso molto, perché oggi nonostante io sia molto giovane ho potuto vivere alcune esperienze che mi hanno permesso di crescere come persona. Il rispetto per gli altri, i valori della famiglia, il voler aiutare gli altri, credo siano solo alcune delle caratteristiche che deve avere un buon politico, specialmente il rispetto per i cittadini che lo ha votato e sostenuto.

9) Ci sono momenti in cui si sente orgoglioso del suo Paese? Quando l’ultima volta?

Perché esiste qualcuno che non è orgoglioso del proprio Paese? Studiando fuori ho imparato ad apprezzare molto di più il mio Stato ed è bello quando sulla strada di casa vedi all’orizzonte la sagoma del monte con le tre torri.

10) Quali sono gli aspetti del suo carattere che ritiene maggiormente importanti per fare politica?

Sono una persona molto determinata e pondero bene le mie idee e decisioni. Credo nella bontà delle azioni degli altri. C’è un passo della nostra storia cristiana che durante il catechismo mi è rimasto impresso “dai da mangiare all’affamato”, credo che chi abbia le capacità debba mettersi al servizio del più debole e fare in modo che non lo sia più. Io non so se ho le capacità per fare politica (ed è per questo che mi metto in gioco), ma se ho davvero le capacità è giusto che mi metta a disposizione del mio Paese e di chi vi abita. Infondo chi è al governo deve mettersi a disposizione della popolazione, e non dimentichiamoci che è la popolazione che comanda con gli strumenti del voto, gli altri sono solo dei suoi rappresentanti.

11) Quando è nata nella sua vita l’aspirazione all’impegno politico con lo spirito di servizio per la nostra Repubblica? É giunta legata a un fatto scatenante particolare o si è costruita gradualmente nel tempo?

E’ stata graduale, ovviamente pochi bimbi ti rispondono che da grandi vogliono diventare dei politici. Io non ho ancora ben capito se voglio questo per il mio futuro, certamente vorrei una San Marino da invidiare, e da un anno mi sono messa materialmente al servizio del mio Stato tesserandomi al partito.

12) Nella sua vita privata, anche passata, ci sono delle passioni (sport, hobbies, interessi) che ha coltivato e che hanno lasciato il segno dentro di lei? Se si, quali insegnamenti ne ha ricavato?

Ho la fortuna di avere dei genitori che mi hanno sempre incoraggiata a vivere appieno le mie passioni quindi il curriculum in questo campo è molto intenso. Danza, musica, fotografia, e mi piace viaggiare ma per farlo ci vuole una certa disponibilità economica e allora colleziono cartoline. L’insegnamento che ne ho ricavato è uno solo e molto semplice: insegui sempre i tuoi sogni, qualunque essi siano e non mollare. Niente è impossibile basta provarci, me lo ripete sempre mio padre.

13) Con la preferenza unica crediamo che gli elettori valuteranno la competenza, le capacità del candidato, le sue motivazioni e l’entusiasmo. Cosa può dire a proposito riguardo le sue? 

Riguardo alle competenze le sto ancora ampliando studiando giurisprudenza all’università di Bologna, e stavo pensando anche ad una seconda laurea in scienze politiche. Sono abituata al giudizio degli altri, e non vorrei fare la presuntuosa, ma posso dirvi che le persone che mi circondano mi reputano una persona in gamba con le giuste caratteristiche.

Motivazioni ed entusiasmo? Io sono un po’ più riflessiva e valuto molto questo mio nuovo percorso.

3 novembre 2016
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»