Ambiente

Idea Franceschini: Nuova Alta velocità Adriatica, e ferrovia storica diventa ciclabile

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ROMA – Una linea ferroviaria ad Alta velocità sulla costa est adriatica del Paese, ma non al limitare del mare come l’attuale ferrovia storica, bensì spostata all’interno. La vecchia e inefficiente linea, invece, che deturpa ed impedisce l’accesso a molti chilometri di spiagge sull’Adriatico verrebbe trasformata in ciclovia. Risultato: “Avremmo la più straordinaria linea cicloturistica d’Italia e d’Europa, riqualificando chilometri e chilometri di costa”. Ne parla il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini, nella sua audizione alle commissioni riunite Trasporti e Attività produttive della Camera nell’ambito della discussione della risoluzione recante misure a favore del cicloturismo. Però, tiene a sottolineare il ministro, “non prendetela come una proposta del governo ma solo come un tema di ragionamento, e vorrei sia messo a verbale”. Tornando alla proposta, “sull’Alta velocità ferroviaria un Paese non può averne una che si fermi a Salerno, infatti il problema del turismo nel Meridione è anche infrastrutturale– dice Franceschini- e allora si deve immaginare nel tempo che l’Alta velocità arrivi a Sud, da un lato in Sicilia e dall’altro colmando uno squilibrio geografico del Paese che non è solo tra Nord e Sud ma anche tra Est e Ovest”. Ciò tenendo conto che “sull’altro fronte, quello a Est, abbiamo un debole sistema aeroportuale e un debole sistema ferroviario”, precisa.

spiaggia_ombrelloni_rivieraIl fatto è che abbiamo “una ferrovia sulla costa che rovina chilometri di costa, e spesso per andare in spiaggia bisogna passare sotto il binario– segnala il ministro dei Beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini-. Penso ci sia un problema strategico”. Allora “bisogna spingersi a immaginare un’Alta velocità ferroviaria da Taranto a Bologna e trasferita all’interno- prosegue- che consenta di avere 4-500 chilometri di linea ferroviaria che unisce e attraversa località turistiche”, ma in ciò “non facendo assorbire il sedime ferroviario dall’urbanistica ma conservandolo come pista ciclabile”. Certo, rileva Franceschini, un’idea impegnativa ma “pensate solo alla rivalutazione immobiliare delle località, che giustificherebbe l’investimento”, e poi “avremmo la più straordinaria linea cicloturistica d’Italia e d’Europa, riqualificando chilometri e chilometri di costa”.

3 novembre 2016
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