Confindustria: “Rischio aumento tasse”. Di Maio: “Non si torna indietro”

ROMA – Per il Centro studi di Confindustria le misure annunciate dal governo come il reddito di cittadinanza e la riforma del sistema pensionistico, finanziate anche con l’aumento del deficit, sarebbero “molto difficili da cancellare se non in situazioni emergenziali. Ciò potrebbe portare a più tasse in futuro“. È quanto emerge nel rapporto degli economisti di Confindustria.

Il Centro studi di Confindustria mette in guardia il governo dalle tensioni sui mercati e un ulteriore rialzo dello spread. “Lo scenario attuale è contraddistinto da crescita bassa, debito pubblico molto elevato e tassi di interesse in aumento”, si legge nel rapporto. “Serve una spending review di legislatura, che impari dai fallimenti precedenti. Obiettivi chiari e trasparenti, incentivi alle amministrazioni pubbliche, forte impegno politico e coinvolgimento dei funzionari delle amministrazioni”, spiegano gli economisti del Csc.

BOCCIA: SFORARE DEFICIT SOLO SE PORTA CRESCITA

Si può sforare il deficit se “questo comporta una crescita dell’economia e una riduzione del debito per trasmettere effetti positivi sull’economia reale”. Lo ha detto il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia, al convegno del Centro studi.

DI MAIO A CONFINDUSTRIA: IL GOVERNO NON TORNA INDIETRO

“Se qualcuno come il centro studi di Confindustria si illude che il governo torna indietro sulle misure del contratto di governo, si illude e basta. Si sta facendo una cattiva idea. Per noi o è manovra del popolo, o non ne vale la pena”. Così il vicepremier Luigi Di Maio alla Camera.

3 ottobre 2018
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