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Sardegna, in Ogliastra partito lo sciopero della fame contro la riforma della sanità

CAGLIARI – Sciopero della fame, insieme alla restituzione delle schede elettorali nei propri comuni. Nel giorno della ripresa della discussione in Consiglio della riforma sanitaria, il Comitato #giùlemanidallogliastra annuncia battaglia e forti azioni di protesta contro il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera. La prima è Giorgina Secci, presidente della Pubblica assistenza volontari di soccorso Urzulei, che ha iniziato ieri lo sciopero della fame, per “una giusta ed equa sanità in Ogliastra”. Restituirà poi la scheda elettorale al suo comune, “visto che il mio voto non serve“.

OSPEDALE LANUSEI DEVE ESSERE DI PRIMO LIVELLO, NON ‘CON FUNZIONI’ DI PRIMO LIVELLO

Siamo l’unico territorio che non ha ottenuto neanche una minima modifica migliorativa– spiegano in una nota il rappresentanti del comitato ogliastrino-. L’ospedale di Lanusei Nostra signora della Mercede sarà un nodo della rete ospedaliera ‘con funzioni dea di primo livello’, questa l’etichetta affibbiatagli. Non va bene, deva sparire la scritta ‘con funzioni’ per diventare un ospedale di primo livello e di conseguenza un dea di primo livello”.

AL VIA L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI: SONO 849

Intanto, questa mattina la commissione Sanità presieduta da Mondo Perra (Psi) ha cominciato questa mattina l’esame degli 849 emendamenti che i gruppi consiliari hanno presentato alla proposta di riforma della della rete ospedaliera che, da questo pomeriggio alle 16, comincia il suo cammino in Consiglio regionale.

Alla seduta del parlamentino partecipano anche il presidente della Regione Francesco Pigliaru e l’assessore alla Sanità Luigi Arru, insieme ai vertici della struttura tecnica, il direttore generale Giuseppe Sechi e la responsabile del servizio bilancio Francesca Piras.

di Andrea Piana, giornalista professionista

03 ottobre 2017

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