A Bologna le mamme scendono in piazza per allattare

BOLOGNA – Hanno sfidato la temperatura non proprio amichevole di questa mattina per dire a tutti che allattare al seno è meglio. Sono le 25 mamme che oggi, in piazza del Nettuno a Bologna, hanno dato vita al flash mob “Allattiamo insieme” promosso da Regione, Ausl, enti locali, associazioni e sindacati, in occasione della Settimana mondiale dell’allattamento materno.

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Sedute sulle scale d’ingresso di Sala Borsa, le mamme hanno allattato in pubblico i loro bambini. Dietro di loro la scritta ‘Allattami‘ fatta con i palloncini sorretti da altre mamme non impegnate a sfamare i propri pargoli. Allestito per l’occasione anche un banchetto di fianco al portone di Palazzo D’Accursio, davanti alla farmacia comunale.

Anche a Bologna e in Emilia-Romagna, sempre meno le mamme che allattano in maniera esclusiva al seno. Secondo le rilevazioni della Regione, nell’ultimo triennio c’è stato un ulteriore calo. L’unico aumento riguarda le donne straniere, che allattano di più e più a lungo delle italiane. “La situazione è peggiorata- conferma Elena Nitri, vicepresidente del Collegio ostetriche e responsabile dell’ambulatorio allattamento al Maggiore di Bologna- bisogna lavorare di più negli ospedali e sul territorio, per dare maggior sostegno alle mamme. Veniamo da una generazione di allattati artificialmente, la cultura dell’allattamento si è persa. Bisogna recuperare questa consapevolezza”. Il problema culturale riguarda anche i luoghi pubblici (“Servirebbero più spazi per le mamme, ad esempio nei centri commerciali”) e le aziende. “Se una donna lavora non sempre è messa in condizione di poter allattare o tirarsi il latte- afferma Nitri- anche se ha a disposizione le quattro ore, spesso non è tutelata”.

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L’ambulatorio allattamento del Maggiore ha aperto nell’aprile 2014, per dare sostegno e supporto alle mamme in difficoltà con l’allattamento, sia durante il ricovero post-parto che una volta dimesse dall’ospedale. Fino ad oggi sono state aiutate oltre 600 mamme, per un totale di circa 1.200 consulenze. “Abbiamo avuto una grande risposta, il bisogno delle mamme c’è”, spiega Nitri. A parte ragadi, mastiti, infiammazioni e dolori al seno, il problema principale sembra essere quello psicologico, una “mancanza di fiducia delle mamme nel proprio corpo- spiega Nitri- se invece ci si lascia andare, la montata arriva”. Insomma, c’è una forte “carenza di sostegno e di conoscenza. Nel 90% dei casi accogliamo le preoccupazioni della mamma e diamo un sostegno perchè prenda fiducia in se stessa”. Per i problemi più fisici, invece, come le infiammazioni, l’ambulatorio può contare sull’aiuto di una senologa che “aiuta a risolvere il problema senza interrompere l’allattamento”. Nitri ci tiene però a precisare una cosa. “Se poi non è possibile l’allattamento esclusivo al seno, l’importante è che il bimbo riceva anche un po’ di latte materno- spiega- non etichettiamo le mamme che non allattano”. Che un allattamento al seno prolungato sia utile per la salute (e dal punto di vista psicologico) sia del piccolo che della madre è però risaputo, tanto che si consiglia di continuare a dare il latte materno anche oltre i due anni. “Nei bambini è stata riscontrata una diminuzione di infezioni, otiti e anche leucemie, anche con percentuali molto alte- spiega Francesco Giura, neonatologo del Maggiore- nelle donne, invece, si è vista un’incidenza minore dei tumori alla mammella e all’utero”.

di Andrea Sangermano

Giornalista professionista

3 Ottobre 2015
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