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In bici sulla Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese: “Da qui rinasce il turismo”

ROMA – “La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è una grande opportunità per il turismo nel Mezzogiorno e nella nostra regione”. È questo il messaggio che lanciano i quattro cicloescursionisti che in cinque tappe sono stati protagonisti della prima esplorazione dell’itinerario cicloturistico dell’Acquedotto Pugliese, dalle sorgenti di Caposele (Av) alla cascata monumentale di Santa Maria di Leuca (Le), dal 27 agosto al 1 settembre.

L’itinerario tocca alcuni fra i luoghi più suggestivi e poco valorizzati del Mezzogiorno: dalle Valle dell’Ofanto alla Alta Irpina, dal Vulture alla Alta Murgia; e ancora la Valle d’Itria, l’Arneo e l’entroterra salentino, con tantissime emergenze storiche e culturali.

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L’interesse al progetto è stato testimoniato dalla straordinaria accoglienza che i cicloescursionisti hanno registrato nel corso dei loro incontri durante il percorso: da semplici cittadini ad operatori turistici e cicloamatori, tutti hanno accolto con passione il passaggio della singolare ‘missione’ esprimendo con entusiasmo il loro sostegno. L’impresa, peraltro, è stata sostenuta dall’apporto di numerosi appassionati che hanno indicato i percorsi più interessanti e suggestivi della loro zona. Organizzata dall’associazione Freeplan di Nardò, l’iniziativa si inserisce tra le attività di sensibilizzazione portate avanti dal Coordinamento dal Basso per la Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, un comitato formato da oltre 40 soggetti tra associazioni e imprese e che chiede al governo regionale della Puglia il completamento del progetto di ciclovia lungo l’acquedotto.

L’intero tragitto è stato percorso da 4 ‘cicloesploratori’ (Cosimo Chiffi, Simone Bosetti, Marco Taurino e Roberto Guido) mentre altri due cicloturisti (Luigi Sanasi e Alessandro Santantonio) si sono uniti al gruppo a Cassano ed altri nella tappa finale, percorrendo complessivamente 474 km (Prima tappa Teora-Atella km. 69; seconda tappa Atella-Castel del Monte km. 90; terza tappa Castel del Monte-Alberobello km. 115; quarta tappa Alberobello-Nardò km. 135; quinta tappa Nardò-Santa Maria di Leuca km. 65).

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“Il tracciato cicloturistico, secondo quanto si è potuto constatare sul campo, presenta delle straordinarie potenzialità e potrebbe divenire realtà anche senza grossi investimenti. La pista di servizio del Canale principale- rilevano i promotori del progetto- potrebbe diventare una lunga pista ciclabile in sede riservata già a partire da Venosa (Pz), per poi essere ripresa subito dopo la Galleria delle Murge nei pressi di Castel del Monte e da lì fino a Villa Castelli, dove sono stati realizzati i primi 10 chilometri da AQP e Regione Puglia”. Per consentire di percorrere tutto l’itinerario narrativo dell’Acquedotto, “soprattutto in Irpinia e Vulture, vanno però interconnesse alcune strade locali o anche provinciali a basso traffico che, ad esempio, in alcuni comuni salentini sono già segnalate come percorsi cicloturistici- sottolineano gli organizzatori- Occorre innanzitutto una forte azione di regia per trasformare un’idea suggestiva in un progetto concreto, mantenendo una visione unitaria di tutto l’itinerario cicloturistico ed un approccio progettuale più semplice e pratico. La Puglia e il Mezzogiorno, infatti, non possono aspettare anni e anni per vedere realizzate quelle infrastrutture necessarie allo sviluppo sostenibile del turismo di cui questa terra ha urgente bisogno”.

03 settembre 2015

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