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Varsavia, allo stadio la coreografia choc ricorda il massacro nazista del ’44


ROMA – Calcio e storia, per una volta, sotto lo stesso tetto, o meglio, sotto la stessa copertura di uno stadio. A Varsavia, i tifosi del Legia hanno voluto ricordare la Rivolta dell’1 agosto 1944, con una coreografia decisamente d’impatto.

In occasione della sfida di ritorno valida per il terzo turno dei preliminari di Champions League, in casa contro i kazaki dell’Astana, hanno dato vita ad una coreografia rievocativa di quel periodo con una immagine forte, un soldato senza volto delle SS che punta una pistola alla tempia di un bimbo con un cappellino con la bandiera polacca. Sotto l’immagine, che copriva la curva dei tifosi polacchi, uno striscione con scritto ‘1944, durante la Rivolta di Varsavia i tedeschi uccisero 160mila persone. Migliaia erano bambini‘.

Di coreografie d’impatto nella storia del calcio mondiale realizzate dai tifosi se ne ricordano diverse, belle, meno belle, più o meno spettacolari. In Italia, per esempio, allo stadio Olimpico di Roma ha fatto storia lo striscione dei tifosi giallorossi con la scritta ‘Ti Amo’ apparso in curva Sud, era il 23 ottobre 1983.

Oltre confine, si ricordano la coreografia in 3D del Galatasaray, 26 febbraio 2012, in onore dell’allenatore Fatih Terim: i tifosi vollero realizzarono una gigantografia con Terim a indicare la strada per la vittoria ai propri calciatori con sullo sfondo uno striscione a indicare ‘Camminate a testa alta’. Merita menzione, poi, quella del 2014 in Danimarca, protagonisti i tifosi del Copenaghen prima della sfida, molto sentita, con il Broendby. Qui i tifosi hanno organizzato un qualcosa di mai visto prima, una coreografia ‘interattiva’, mobile, in cui hanno simulato la distruzione dello stadio dei rivali del Broendby a colpi di cannonate.

03 agosto 2017

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