Intervista/ La digitalizzazione della sanità a Roma il confronto nazionale

ROMA – La digitalizzazione della sanita’ e’ ormai un processo ampiamente avviato, con forti ricadute positive su processi e organizzazioni, ma che porta con se domande e criticita’ che un sistema ‘sconnesso’ come quello del nostro Paese a volte non riesce a governare. Quali e quante risorse sono disponibili per l’innovazione digitale della salute? Quale impatto si stima abbia la digitalizzazione sulla sostenibilita’ del SSN? Ognuno innova per se’ o sono possibili sinergie, scambi, partnership all’interno delle aziende/regioni e tra queste e i fornitori? Su questi temi si tiene a Roma nei prossimi giorni il ‘Confronto nazionale sul Software’ (4-5 luglio, Centro Congressi Italia, Universita’ Cattolica, largo Vito 1) proposto come tavolo di dibattito tra i massimi esperti del settore, da Sergio Pillon (Coordinatore Commissione tecnica paritetica per lo sviluppo della telemedicina nazionale, Ministero della Salute) a Lorenzo Leogrande (presidente AIIC), da Gianluca Postiglione (Direttore generale SORESA Soggetto aggregatore della Regione Campania) a Gianfracno Gensini (Presidente Digital Sit – Societa’ Italiana per la salute digitale e la telemedicin), da Marisa De Rosa (Direttore Sanita’, CINECA) a Mauro Draoli (Responsabile Servizio Strategie di procurement e innovazione del mercato AgID Agenzia per l’Italia Digitale). Abbiamo domandato a Giuseppe Orzati, organizzatore dell’evento, di illustrare gli obiettivi della due giorni romana.

– Dottor Orzati: da quali riflessioni e preoccupazioni vi siete mossi per proporre un ‘confronto nazionale’ sul software in sanita’?
E’ opinione condivisa che la digitalizzazione porti grandi risparmi alla sanita’ e la renda piu’ flessibile ed efficiente. Tuttavia il Sistema Sanitario del nostro Paese investe poco e male in ICT, ogni azienda sanitaria e ospedaliera agisce autonomamente, si rapporta con il mercato autonomamente, fa scelte autonome. Tutto cio’ comporta livelli di digitalizzazione diversi tra Aziende dello stesso Sistema Regionale e un conseguente spreco di risorse, giusto l’opposto di cio’ che permetterebbe un maggiore coordinamento. A fronte di queste considerazioni, il Confronto nazionale sul SW in sanita’ credo sia un’occasione unica offerta alle realta’ del sistema sanitario per presentare i loro piani a breve e medio termine nell’ambito della digitalizzazione, per favorire sinergie e per orientare il mercato. In sintesi, con questo evento si vuole pratica favorire l’incontro tra la domanda e l’offerta di innovazione digitale nella sanita’ italiana.
– Interverranno anche le Centrali di Committenza: volete approfondire il loro operato in questo settore?
La creazione di Centrali di Committenza regionali va nella direzione di operare scelte condivise su base regionale in tutti i settori, anche in quello dell’innovazione digitale. Il confronto che proponiamo vuole proprio essere occasione per capire il ruolo di queste centrali uniche nei processi decisionali per la scelta e l’acquisto di ICT e le opportunita’ offerte dal nuovo codice appalti per i progetti d’innovazione.

– Il problema dell’interoperabilita’ dei sistemi e’ una forte criticita’: l’Italia e’ ancora divisa in mille sistemi chiusi o ci si sta muovendo su un percorso comune e condiviso?
L’interoperabilita’ tra i sistemi e’ uno degli obiettivi perseguiti a livello nazionale e regionale. E’ anche un argomento che sara’ presentato e dibattuto all’interno del Confronto Nazionale, sia a livello digitale che a livello di data contents. In una delle sessioni del programma abbiamo previsto infatti un dialogo sugli strumenti della sanita’ digitale, processi e applicazioni, interoperabilita’, integrazione, accesso dei cittadini, privacy. Tavola rotonda in cui toccheremo anche il tema della Cybersecurity.
– Big data, cybersecurity e SSN: quanto e’ importante la collaborazione tra pubblica amministrazione e mondo dell’innovazione tecnologica?
Dati diversi, di provenienza diversa sia pubblica, sia privata permettono di svelare aspetti importanti per pianificare risorse e azioni efficaci. Piu’ la sanita’ digitalizza i suoi processi, anche quelli critici, piu’ diventa importante avere un sistema di sicurezza solido e inattaccabile. Anche questo e’ uno dei temi che sara’ ampiamente dibattuto perche’ abbiamo a cuore la protezione dei dati. Oggi il quadro generale relativo alla qualita’ del software in sanita’ deve tenere conto, in uno scenario che va ben al di la’ dell’UE, del rapido affermarsi della cosiddetta Internet delle Cose. Ogni oggetto dotato di un sottosistema di comunicazione puo’ connettersi alla rete, con un evidente guadagno dal punto di vista dell’integrazione delle comunicazioni e dello scambio just-in-time dei dati, ma con un problema che solo oggi si inizia ad affrontare relativo alla sicurezza della comunicazioni stesse e, soprattutto, alla protezione dei dati. E, quando si parla di sanita’, il problema della protezione dei dati, in particolare dei dati ‘personali sensibili’, e’ materia di grandissima importanza e la capacita’ di un software, di un sistema tecnologico, di un network al quale possono afferire quantita’ enormi di dati sensibili, di gestire sicurezza e privacy sta diventando una delle variabili piu’ critiche nella valutazione della qualita’ delle soluzioni previste o adottate.

3 luglio 2018
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