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Banche venete, il ‘no’ di Emiliano al decreto legge: “Così si tradiscono i risparmiatori”

ROMA – “La soluzione delineata per la banche Venete a causa del ritardo con cui si è deciso di intervenire tradisce i risparmiatori, abbandonando completamente al loro destino le centinaia di migliaia di piccoli azionisti e di obbligazionisti subordinati che hanno incolpevolmente affidato alla banca i propri risparmi, e comporta per lo Stato un onere spaventoso e, nella sostanza, in larga parte non recuperabile. Inoltre crea un profondo vulnus nell’attuale quadro normativo, derogando una miriade di fondamentali disposizioni del nostro ordinamento, incluse quella relativa alla ‘par condicio creditorum’ sancita dall’art. 2741 del codice civile. Viene poi completamente bypassata la normativa antitrust”. Cosi’ Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia e leader di Fronte democratico, in una lunga lettera inviata ai membri del Governo del Pd e ai parlamentari dem. “Io credo che- continua- il Partito democratico abbia la responsabilità di chiedere al ministro dell’Economia, Piercarlo Padoan di spiegare le ragioni che hanno condotto il Governo Gentiloni a presentare senza alcun confronto preventivo il decreto legge al Parlamento con una sorta di ricatto implicito: ‘approvarlo così oppure salta tutto’. Questo è inaccettabile e la responsabilità non è certo di Banca Intesa trascinata dal ministero dell’Economia, fuori tempo massimo in questa condizione”.

“In mancanza di un’interlocuzione trasparente- dice ancora Emiliano- chiedo al mio partito di valutare l’ipotesi di fermare il Decreto Legge 99/2015 e di riaprire con l’Europa il confronto sull’intervento di ricapitalizzazione precauzionale anche di fronte a una condizione chiaramente diversa delle banche venete rispetto al MPS. Ho doverosamente comunicato al Segretario del Partito Matteo Renzi questa mia iniziativa cui altre ne faranno seguito in sede parlamentare e nel paese a tutela del ceto medio produttivo, dei relativi investimenti e per evitare che normative speciali continuino a legiferare in modo retroattivo distruggendo la fiducia dei risparmiatori, degli investitori e in genere delle persone per bene nei confronti delle nostre istituzioni finanziarie e ancor prima del Partito Democratico”.

03 luglio 2017

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