Sardegna

Forza Italia dice No al volo navetta Roma-Cagliari

“Chiediamo i soldi per collegare la Sardegna e non solo per realizzare il taxi dei cagliaritani. Poiché ciò che emerge è che dopo un anno e mezzo la giunta regionale non ha ancora un indirizzo politico chiaro su un tema cruciale per lo sviluppo dell’isola e non nasconde un tic Cagliari-centrico”. Questo il duro commento del consigliere di Forza Italia  Antonello Peru, dopo che ieri l’assessore dei Trasporti Massimo Deiana aveva chiesto al governo Renzi i fondi per un aereo navetta Cagliari-Roma.

antonello peru

E ha proseguito: “Costerebbe 65 milioni solo per Cagliari, molto di più di quanto costa la Ct1 (Continuità 1) per tutta la Sardegna. Perché non usare allora quelle risorse per potenziare i voli, non solo di Cagliari, ma anche di Alghero ed Olbia? In ogni caso- non possiamo pagare la continuità territoriale con i soldi dei sardi, perché quello alla mobilità è un diritto. Occorre quindi rivedere la scelta scellerata del duo Prodi-Soru, che accollarono tale onere alla Regione.

Le riflessioni di Peru si innestano in seguito a una seconda dichiarazione giunta ieri da Deiana, con cui l’assessore dei Trasporti aveva ribadito la fine della cosiddetta Continuità 2 (Ct2), quella relativa alle rotte minori italiane e garantite da voli low cost: “Quella proposta dall’assessore Deiana- ha detto Peru- è una dis-continuità territoriale che prima, con l’abbandono della Ct2, scollega la Sardegna dalle cosiddette rotte minori e poi va a disegnare una Ct1 riservata ai cagliaritani che si recano a Roma, tagliando fuori il Nord Sardegna”.

“La continuità 2- ha ricordato il consigliere FI- era pronta a partire, ma la Giunta Pigliaru ha chiesto e ottenuto l’abrogazione del decreto. Deiana sfodera il più classico dei ‘ce lo chiede l’Europa’ perché la Ct2 si sovrapporrebbe alle low cost, come se queste non esistessero anche sulle tratte della Ct1 varata nella precedente Legislatura e tutt’ora operativa, come ad esempio a Ciampino. Ma quel che non può sfuggire a Deiana- ha concluso- è la differenza tra low cost e continuità territoriale: le prime sono un modello di business, la seconda invece dovrebbe assicurare un diritto in termini di frequenze, posti, tariffe, eccetera”.

di Andrea Piana – Giornalista Professionista corrispondente dalla Sardegna

3 luglio 2015
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»