Oxigeno, critiche e gattini: ecco le proposte dei politici italiani al Grexit

A sole 72 ore dal referendum con cui il premier greco Alexis Tsipras ha invitato i cittadini ad esprimersi sul Grexit, vale a dire la possibilità di un’uscita di Atene dall’euro, si moltiplicano le dichiarazioni da parte dei partiti e dei politici italiani.grexit1

Nichi Vendola, tramite la newsletter di Sel, annuncia una manifestazione di solidarietà nel giorno della consultazione: “Dalle piazze italiane, dalle nostre feste, dai nostri circoli vogliamo mandare un messaggio di sostegno al popolo della Grecia”, basato sullo slogan ‘OXIgeNO” (Oxi significa no in greco), scritto su urne appositamente allestite.  “Proveremo a fare contemporaneamente due cose- ha spiegato- informazione obiettiva sulla questione greca ai cittadini italiani con un pieghevole in cui troverete articoli, opinioni e dati; e permetteremo a tutti i cittadini di esprimere la propria opinione, mettendo nell’urna un pensiero per il popolo greco”.  Per il leader Sel, “Il referendum, promosso dal governo di Tsipras non riguarda solo Atene, ma tutti noi”.

Più coloriti i toni delle opposizioni di destra. Maurizio Gasparri (FI) definisce i laeder ellenici della protesta anti euro Tsipras-Varoufakis come “il duo da cine panettone”, spiegando che “hanno promesso l’impossibile e oggi rilanciano disperati non sapendo cosa fare. Ma chi garantisce il corretto svolgimento della consultazione referendaria?”. Ed non risparmia stangate a Bruxelles: “L’Europa ha fallito tanti obiettivi, primo fra tutti farsi dettare l’agenda economica dalla Germania della Merkel, che ha imposto una politica di austerità rivelatasi catastrofica. Ma il comunista Tsipras è un irresponsabile demagogo che porterà la Grecia nell’abisso”.

Anche Fabrizio Cicchitto (Ncd) incolpa tanto l’Ue che la Grecia: “Da un lato c’è l’incredibile tendenza a truccare i conti e a dilatare la spesa, a praticare l’evasione fiscale e la demagogia più sfrenata, dall’altro un rigorismo assoluto”, e conclude: “Se il contesto è questo, la via d’uscita richiede un grande equilibrio, non certo la demagogia di Vendola che accusa Renzi di aver tradito la Grecia riesumando linguaggio tipico di una cultura e di una prassi ben nota. D’altra parte la corsa  in Grecia in questi giorni di un pezzo della sinistra significa la riproposizione del culto della personalità, prima fu Stalin poi Castro quindi Che Guevara adesso Varoufakis”.

“Un successo dei no segnerebbe il ritorno della speranza che un’Europa diversa è possibile, che l’euro e le politiche di austerity non sono indissolubilmente legate”, ha scritto in una nota Azione Civile, il movimento politico presieduto da Antonio Ingroia. “Non si può distruggere il welfare faticosamente costruito negli ultimi decenni con qualche colpo di spugna. Non è possibile che a pagare il prezzo di una crisi che nasce da speculazioni dell’alta finanza siano poveri, precari, disoccupati, anziani, malati, disabili”, e a sua volta chiama in campo le responsabilità dei governi italiani: “Renzi, e prima di lui Monti, Letta e Berlusconi, si sono allineati supinamente alle decisioni della troika e del cancelliere tedesco Merkel. Tsipras ha avuto il coraggio di rompere le catene”.

Provocatorie infine le parole del capo della Lega Matteo Salvini: “Se la Merkel impone regole infami, Tsipras difende l’indifendibile, perché è impensabile che in Grecia si vada in pensione a cinquant’anni mentre gli italiani hanno a che fare con la legge Fornero. Quelli del progetto Kitten che invasero la mia bacheca di gattini faranno la stessa cosa con Merkel e Tsipras? Io invece- suggerisce Salvini- metterei un gattino incazzato a Renzi, che è pagato dagli italiani per fare gli interessi di altri”.

3 Lug 2015
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