Lanzetta scrive al Pd: "In Calabria si torni al voto" - DIRE.it

Calabria

Lanzetta scrive al Pd: “In Calabria si torni al voto”

ROMA – “Dove eravamo rimasti? Forse all’assemblea di Falerna, dove si è scelto l’indirizzo ecumenico per mettere a tacere i ‘ribelli’; no, forse siamo rimasti alle amministrative perse e scivolate come acqua distillata sulle spalle dei dirigenti Pd, in entrambi i casi per non disturbare i vari manovratori in carica; no, no, forse siamo rimasti… fermi, solo fermi ad una concezione della politica che in Calabria diventa “il sentimento lucido e amaro dell’impossibilità di ribellarsi contro una vita dove il cammino è già tracciato, per quanto assurdo e miserabile sia”. Comincia così la lunga lettera aperta inviata al vicesegretario nazionale del Pd, Lorenzo Guerini, dall’ex ministro Maria Carmela Lanzetta. Lanzetta, che si firma ‘farmacista rurale’, chiede esplicitamente che in Calabria si torni al voto, dopo lo scandalo che ha investito la Regione. Non basta azzerare la giunta di Oliverio e ripartire, secondo lei. E attacca il presidente della Regione, con il quale è in disaccordo dalla nomina ad assessore di Nino De Gaetano (poi arrestato nell’ambito dell’inchiesta Erga omnes).

lanzetta

M. C. Lanzetta

“Mi chiedo- scrive ancora Lanzetta- ma come fai a dare ancora ascolto a chi ti ha fatto credere di essere nel giusto e poi ha fallito? Come fai a dare ancora ascolto a chi ti dice che vuole fare una giunta di “alto profilo” (ma cosa significa?) e afferma che “nella mia giunta ci saranno forze che non hanno avuto nel passato responsabilità politiche e di governo”? A rigor di logica non dovrebbe farne parte per prima il presidente, o no? Ma hai sentito cosa stanno dicendo la Società civile calabrese e la Chiesa? Certo, non puoi saperlo, perché sei troppo impegnato ad ascoltare chi queste cose non vuole fartele sentire dal vivo. Prova a farti un giro tra la gente, liberati dall’abbraccio soffocante dei dirigenti del partito e ti convincerai che le cose non stanno come te le stanno raccontando. Dobbiamo tornare a votare, come sento dire ogni giorno dai cittadini, perché le condizioni sono cambiate rispetto alle dichiarazioni e alle buone intenzioni della prima elezione”.

3 luglio 2015
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