Mondo

Cambogia, domani al voto tra tensioni e minacce ai candidati

Il primo ministro Hun Sen

ROMA – Domani si aprono le urne in Cambogia per eleggere i consigli in ben 1.646 comuni in cui è organizzato amministrativamente il Paese. La campagna elettorale dei giorni scorsi si è svolta in un clima di tensione con numerose minacce, intimidazioni e episodi di violenza ai danni dei candidati di diversi schieramenti all’opposizione. Un collettivo di deputati, Parlamentari per i diritti umani (Aphr) la scorsa settimana ha emesso un comunicato nel quale ha invocato la fine di questi atti, e ha sollecitato le autorità a prendere misure severe contro questi facinorosi, garantendo protezione ai candidati.

Ad inasprire potentemente il confronto, le affermazioni del Primo ministro Hun Sen il quale avrebbe minacciato una “guerra civile” se il suo partito di governo, Il Partito cambogiano del popolo (Cpp) non vincerà. Il suo vice, Tea Banh, ha persino minacciato di “spaccare i denti” a coloro che oseranno contestare i risultati. “I cambogiani hanno il diritto di scegliere i loro rappresentanti locali senza paura. A fronte di così tante denunce ed episodi di violenza ai danni dei candidati, è impensabile non temere per il voto di domenica”, la posizione dei parlamentari di Aphr.

3 giugno 2017
Le notizie del sito Dire sono utilizzabili e riproducibili, a condizione di citare espressamente la fonte «Agenzia DIRE» e l'indirizzo «www.dire.it»