Emilia Romagna

Bologna, al nido Fava spuntano tre gufetti che consolano i bimbi quando la mamma va via/FOTO

BOLOGNA – Dopo Boris, al nido comunale Graziella Fava, arrivano “tre piccoli gufi”. I bambini li conoscono molto bene. “Sono Bruno, Sara e Tobia“, spiegano indicando il murale che da qualche giorno è comparso nel giardino del nido e sarà inaugurato in occasione della festa del nido il 9 giugno. Li conoscono perchè la storia dei tre gufetti ha accompagnato i loro primi giorni lontani da casa, li ha aiutati, e ha aiutato i loro genitori, a capire che il distacco dura solo poche ore. “Mamma gufo è andata a lavorare“, raccontano i bimbi, protagonisti lo scorso anno, assieme al cane Boris e a Vanessa, del primo progetto di pet education in un nido comunale di Bologna. In continuità con il percorso Outdoor avviato negli anni scorsi al Fava, quest’anno il comitato di gestione assieme alle educatrici ha deciso di proporre all’amministrazione un progetto che punta a rendere la struttura più bella, coinvolgendo due writers ‘noti’ a Santa Viola (il murale del sistema solare realizzato nella vicina scuola dell’infanzia Irma Pedrielli porta la loro firma), Antonio Cangelosi, in arte ‘Oltre‘, e Antonio Magro, ‘Mantra‘. Anche i bambini del nido hanno dato il loro contributo, aiutando gli artisti a decorare il muretto del giardino, che ora non è più ‘grigio cemento’, ma ha i colori del cielo, dell’erba ed è popolato dagli animali del bosco. Il ‘pezzo forte’ , però, è proprio il murale realizzato da Oltre (26 anni, illustratore e grafico, artista che si è formato nelle periferie di Milano) e Mantra (cugino di Cangelosi, street artist e ‘tutore’ dei piccoli nella decorazione del muretto) e che riproduce in grande una pagina di un libro di fiabe, “I tre piccoli gufi” di Martin Waddell e Patrick Benson, una storia molto conosciuta nei servizi 0-6 di Bologna ed usata proprio per rendere più dolce e meno traumatico il primo vero distacco dalla famiglia.

“I tre piccoli gufi” è un classico nella letteratura per bambini: Sara, Bruno e Tobia una notte si svegliano e scoprono che la mamma non c’è. Piano, piano, vedendo che non torna, iniziano a preoccuparsi, pensano che possa esserle accaduto qualcosa di brutto, che non tornerà. I tre fratellini si fanno compagnia e si tengono stretti fino al lieto fine, il ritorno della mamma dalla caccia notturna, il suo ‘lavoro’. Il murale è stato realizzato nell’ambito del progetto Cittadinanza attiva del Comune di Bologna e con il contributo del Centro sociale Santa Viola. Costo totale 793 euro. “Credo che questo progetto rientri appieno in quello che noi consideriamo il diritto alla bellezza, sin da bambini. Un diritto perseguito da tutte le scuole e nidi dell’istituzione Educazione e scuola di Bologna. Il diritto all’arte e alla bellezza è ancora più importante soprattutto per i bambini piccoli che stanno costruendo il loro immaginario”, spiega alla ‘Dire’ Sara Di Fabrizio, la pedagogista responsabile dei nidi del quartiere. “Queste iniziative rientrano nel diritto alla felicità dei bambini e di tutti noi: essere circondati da oggetti, libri, persone, situazioni belle è costruire un clima che crea benessere: e anche un murale fatto ad arte e donato con generosità e passione ha un valore che arricchisce la vita quotidiana di tutti coloro che ne fruiscono. I bambini ne sono incantati e anche noi siamo molto emozionati nel guardarlo”, ammette Di Fabrizio. “Quando ho proposto alle educatrici del nido di far dipingere il murale, ho pensato che poteva rendere più accogliente il giardino dove i bimbi giocano, ma soprattutto rendere ancora più loro una struttura che tanto ha loro insegnato”, racconta Lorenzo Sandoni, papà e presidente del Comitato di gestione del nido Fava.

“Alla materna Pedrielli i bambini avevano partecipato in modo attivo perchè intorno al murale era stata costruita una mostra bellissima sul sistema solare”, ricorda Lorenzo. Si trattava di capire come fare a coinvolgere bimbi più piccoli in un progetto complesso. “Antonio Magro ha risolto subito il problema: aveva gia’ un idea di come poter far dipingere i nostri figli. Ho avuto il piacere di conoscere anche Antonio, il cugino di Milano: hanno lavorato tre giorni senza sosta per il murale, una settimana per decorare il muretto con i bambini. Sono state due persone speciali”, riconosce Sandoni. “Ci siamo stancati e divertiti a realizzare il murale, ma alla fine il risultato ha soddisfatto entrambi, rispettava quella che era la nostra idea e quella dei genitori dei piccoli. Questo è il secondo progetto che seguo per una scuola di Bologna: forse la cosa più bella al termine di questi lavori sono le facce dei bimbi meravigliati e stupiti, ti ripagano poi di tutta la fatica. Spero davvero ci saranno altre occasioni e altri muri”, tira le somme Oltre. “Ho sempre reputato la street art un veicolo comunicativo potentissimo e ammaliante, e quando mi è stato proposto la prima volta di collaborare ad un progetto del genere, alla scuola Pedrielli frequentata da mia figlia Flavia, ho pensato subito che si trattava di una cosa bellissima soprattutto per i bimbi”, racconta Mantra. “Il lavoro fatto sui muretti attorno al giardino, pur eseguito con tecniche e stili molto semplici, nasconde un messaggio importante: i muretti sono stati ridipinti con il diretto aiuto dei bambini, con l’unico intento di farli divertire e di infondere in loro fin da piccoli la voglia di esprimersi e l’intraprendenza di migliorare l’ambiente intorno a loro, anche solo con dei piccoli gesti come una pennellata di colore su di un muro grigio”, conclude l’artista.

di Vania Vorcelli, giornalista professionista

3 giugno 2017
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