Legge elettorale, al via i lavori in commissione: collegi ridotti a 232. Il testo in aula martedì - DIRE.it

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Legge elettorale, al via i lavori in commissione: collegi ridotti a 232. Il testo in aula martedì

ROMA – Sono iniziati attorno alle 16 i lavori della commissione Affari costituzionali della Camera sulla nuova legge elettorale. In attesa che si inizi a votare i 780 tra emendamenti e subemendamenti presentati, il presidente Andrea Mazziotti annuncia un pacchetto di modifiche che farà decadere diversi emendamenti. Congelata la questione delle firme necessarie per presentare le liste. Il relatore Emanuele Fiano del Pd annuncia infatti: “Gli emendamenti che recano modifica del numero di sottoscrizioni per la presentazione di liste e candidature avranno da parte mia un accantonamento del parere perché la questione venga rivista complessivamente”. Le novità riguardano la riduzione dei collegi uninominali da 303 a 232 alla Camera, le circoscrizioni che passano da 27 a 29, i candidati nei listini proporzionali potranno essere da 1 a 6. Con queste modifiche il modello diventa più proporzionale e quindi più aderente al modello tedesco. I lavori con votazioni continueranno anche domani e se necessario lunedì, per arrivare in aula martedì.

 ‘ACCANTONATI’ NODI FIRME CANDIDATURE E PARITÀ DI GENERE

Il relatore Fiano (Pd) ha accantonato i pareri relativi agli emendamenti che intervengono sul numero di firme necessarie per la presentazione di liste, come egli stesso aveva anticipato all’inizio dei lavori della commissione Affari costituzionali di Montecitorio. Inoltre, in sede di pareri, prima quindi di iniziare le votazioni sulle proposte di modifiche, Fiano ha anche accantonato gli emendamenti che riguardano il nodo della parità di genere, riservandosi quindi di tornare anche su questo tema più avanti nella discussione.

AL LAVORO SU 780 EMENDAMENTI, SI LAVORA  RIDUZIONE COLLEGI

Sono 780 gli emendamenti alla legge elettorale che dovranno essere votati dalla commissione Affari costituzionali della Camera. Ai 417 già presentati si sono aggiunti 363 subemendamenti, di cui 127 sui collegi, all’emendamento del relatore Emanuele Fiano (Pd). Sono i numeri riferiti dal presidente della commissione, Andrea Mazziotti, su Twitter. L’inizio dei lavori, fissati per le 14.30, è slittato alle 15.30  per permettere al relatore di esaminare i testi. Sono infatti 780 gli emendamenti presentati. Intanto, a quanto si apprende, si lavora ad una nuova ripartizione dei collegi. I partiti maggiori, che sostengono il modello tedesco ( Pd, M5s, Lega e Fi), stanno lavorando per una nuova formulazione del testo Fiano che riduca i collegi uninominali. L’intesa, che sarà formalizzata con un emendamento del Pd, prevede una riduzione a 232 collegi a Montecitorio e 112 al Senato.

TONINELLI (M5S): VIA PLURICANDIDATURE E CAPILISTA

“Leggo commenti critici anche autorevoli sul modello tedesco di legge elettorale a cui stiamo lavorando in Commissione alla Camera. Voglio dire anzitutto che il lavoro, in questo momento, è in pieno svolgimento, e non c’è niente di definitivo che si possa giudicare correttamente”. Lo scrive su Facebook il deputato M5S, Danilo Toninelli, membro della commissione Affari costituzionali, che osserva come “gli elementi caratterizzanti del modello tedesco sono tre: sistema proporzionale, 5% di sbarramento e divisione tra collegi uninominali e liste plurinominali. Sono presenti nel testo su cui stiamo lavorando e sono ciò che gli iscritti del M5S hanno votato”. Ma, prosegue, “in Germania non ci sono le pluricandidature, né i capilista privilegiati nell’assegnazione dei seggi. Non sono elementi essenziali nella definizione di un modello elettorale, ma certamente sono dettagli per noi estremamente importanti. Stiamo lavorando incessantemente per cancellare entrambi“, sottolinea.

Toninelli riferisce che “stiamo lavorando per inserire modifiche ben fatte che garantiscano, come in Germania, il seggio al candidato più votato nel collegio anche senza modificare il numero complessivo dei parlamentari”. E ancora: “Il sistema tedesco prevede sì il voto disgiunto, ma su un’unica scheda, non su due come dice qualcuno. Stiamo lavorando anche su questo particolare, che tuttavia è collegato anch’esso al numero complessivo dei parlamentari”. Infine il tema preferenze. “In Germania non ci sono- sottolinea Toninelli- nonostante ciò, stiamo provando ad inserirle. Se non ci dovessimo riuscire ricordatevi che il M5S fa le parlamentarie. Non come i partiti che ora ci attaccano ma che alla prova dei fatti nomineranno tutti i loro candidati dimenticandosi delle primarie”. Insomma, conclude, “non abbiamo cambiato faccia. Siamo sempre gli stessi ragazzi che danno l’anima per il bene del Paese, in questo caso per riuscire ad ottenere una legge elettorale che non sia incostituzionale e che ci consenta di andare al voto subito, invece di rischiare di andarci con due leggi elettorali diverse o con le altre porcherie incostituzionali, come il Verdinellum-Rosatellum, che sono ancora la prima scelta dei partiti che hanno la maggioranza”.

LORENZIN: VOTO ANTICIPATO IRRESPONSABILE, CONFIDIAMO IN COLLE

“No a voto anticipato. Irresponsabile far cadere il terzo governo in 4 anni, vanificando sforzi del Paese. Confidiamo nell’intervento del Colle”, scrive su Twitter la ministra della Salute, Beatrice Lorenzin.

di Marta Tartarini, giornalista professionista

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3 giugno 2017
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