Il Papa ai sacerdoti: “La gente non vi perdona l’avidità”

basilica di san paoloROMA – “Possiamo chiedere la grazia” di gustare con Gesu’ sulla croce “il sapore amaro del fiele di tutti i crocifissi, per sentire cosi’ l’odore forte della miseria – in ospedali da campo, in treni e barconi pieni di gente – quell’odore che l’olio della misericordia non copre, ma che ungendolo fa si’ che si risvegli una speranza”. E’ esordito cosi’ ieri pomeriggio Papa Francesco nella sua meditazione al ritiro spirituale guidato nella basilica di san Paolo fuori le Mura in occasione del Giubileo dei sacerdoti, intitolata ‘Il buon odore di Cristo e la luce della sua misericordia’.

“Nella Chiesa abbiamo avuto e abbiamo molte cose non tanto buone, e molti peccati, ma in questo di servire i poveri con opere di misericordia, come Chiesa abbiamo sempre seguito lo Spirito, e i nostri santi lo hanno fatto in modo molto creativo ed efficace”. La nostra gente, sottolinea il Pontefice riflettendo sulle opere di misericordia, apprezza “il prete che si prende cura dei poveri, dei malati, che perdona i peccatori, che insegna e corregge con pazienza. Il nostro popolo perdona molti difetti ai preti, salvo quello di essere attaccati al denaro” perche’ il denaro “ci fa perdere la ricchezza della misericordia”, uccide il ministero di un prete e lo fa diventare “un funzionario, o peggio un mercenario”. Per un prete o un vescovo, ha ammonito Francesco, “essere misericordioso non e’ solo un modo di essere, ma il modo di essere. Non c’e’ altra possibilita’ di essere sacerdote”.

Occorre quindi “vedere quello che manca per porre rimedio immediatamente, e meglio ancora prevederlo” e saper “discernere i segni dei tempi nella prospettiva di ‘quali opere di misericordia sono necessarie oggi per la nostra gente’. Nelle nostre opere di misericordia siamo sempre benedetti da Dio“, ha osservato il Papa; invece altri tipi di progetti “a volte vanno bene e altre no” perche’ mancano di misericordia. Se, ad esempio, un piano pastorale non funziona e’ perche’ gli “manca quella misericordia che appartiene piu’ a un ospedale da campo che a una clinica di lusso“. Vedi www.agensir.it

3 Giugno 2016
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