San Marino

Referendum Polo moda, Rete-Lsm-Lazzari: “Stop a promesse di lavoro”

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SAN MARINO – “Segretari di Stato procacciatori di affari e promoter, per persuadere sulla bontà del polo del lusso non si disdegna nulla”. Prosegue l’accesa dialettica sul centro commerciale a cinque stelle di Rovereta tra governo, maggioranza e quella parte di opposizione che è scesa apertamente in campo per contrastarlo, ovvero Rete, Liberamente San Marino e il consigliere indipendente Luca Lazzari. Mentre la data del 15 maggio- giorno del referendum volto a bloccare il progetto- si avvicina, si susseguono gli appuntamenti organizzati dai sostenitori del no e del sì.

Così il fronte dell’opposizione punta il dito contro la propaganda portata nei Castelli “con tanto di stand e plastici per promuovere il polo, in concorrenza sleale con chi deve rispettare gli orari stabiliti dalla campagna referendaria”. Non solo, i consiglieri di minoranza attaccano chi “si è inventato un ufficio del Lavoro parallelo a quello esistente”, stigmatizzando le strategie messe in campo dai sostenitori del polo, volte a “far leva sul bisogno di lavorare della gente in cambio di un atto di fiducia in periodo referendario”. E così “la nuova pratica– lamentano- è quella di promettere posti di lavoro in piazza, in cambio vengono richiesti dati personali, a pochi giorni dal voto”. Promesse poco fondate, secondo i contrari al polo della moda: “Sono gli stessi investitori a stabilire, nella convenzione confezionata su misura- osservano- che dei 200 posti stimati, quelli qualificati verranno scelti tra persone di fiducia, quindi non sammarinesi“. Secondo Rete, Lsm e Lazzari non c’è “nessun impegno ad assumere sammarinesi”, in cambio dei benefici fiscali promessi agli investitori. “Noi- concludono- possiamo decidere se continuare a permettere ai Segretari di concedere ogni condizione in barba alle leggi, oppure possiamo votare ‘si’ a questo referendum”.

3 maggio 2016
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