Buti (Dg Ecfin): “Debito preoccupa, ma la ripresa può accelerare” VIDEO


ROMA – Il debito dell’Italia “preoccupa” la Commissione europea che nelle previsioni di primavera ha leggermente ridotto le stime del governo italiano proprio sul debito, ma anche su deficit e pil. Secondo la Commissione, il deficit italiano sarà del 2,4% nel 2016 e dell’1,9% nel 2017 (contro 2,3 e 1,8%). La crescita sarà invece dell’1,1% quest’anno e dell’1,3% l’anno prossimo (il governo punta rispettivamente sull’1,2 e l’1,4%). Per quanto riguarda il debito, Bruxelles prevede che quest’ultimo rimanga stabile al 132,7% per calare solo nel 2017 al 131,8% mentre Palazzo Chigi e il Tesoro si aspettano una riduzione dello 0,3% già a partire da quest’anno. Marco Buti, direttore generale della Dg Affari economici e finanziari della Commissione europea, a margine di un convegno alla facoltà di economia all’Università La Sapienza, spiega: “Il debito italiano, come quello di altri paesi, preoccupa il governo italiano e preoccupa la Commissione europea” tanto che “abbiamo indicato le vie per mettere sotto controllo la finanza pubblica e ridurla progressivamente. Le nostre raccomandazioni arriveranno comunque il 18 maggio, non c’è un cambiamento di prospettiva”.


Al cronista della Dire che fa notare al Dg che sia il premier Matteo Renzi che il ministro Pier Carlo Padoan sostengono da settimane che il debito inizierà a scendere quest’anno, il direttore Buti risponde: “Queste sono previsioni della Commissione e dei servizi della commissione, non sono posizioni politiche. Abbiamo fatto una valutazione della legge di stabilità (dello scorso anno, ndr) e del quadro macroeconomico, l’andamento debito pil è il risultato di queste analisi che poi sono largamente coincidenti con quelle del governo”. Detto ciò, però, spiega alla Dire il vertice della Direzione economica di Bruxelles, c’è la possibilità che queste stime, sia sul pil che sul debito, migliorino perché il primo trimestre in Europa ha fatto registrare uno slancio inaspettato. “La nostra speranza- sottolinea- è che con politiche economiche adeguate e se i dati del primo trimestre si confermano, queste possano portare ad una crescita del pil nominale più elevata e che permettano di cominciare, dall’anno prossimo secondo le nostre previsioni, o già da quest’anno se l’economia si rafforza, una messa sul sentiero di decrescita del debito”. Sulle previsioni in generale, Buti ci tiene a dire che “sono largamente in linea con quanto atteso. C’è una revisione all’ingiù, minima, delle previsioni di crescita per quest’anno e una accelerazione moderata l’anno prossimo. I dati sul primo trimestre di quest’anno per la zona euro nel suo complesso indicano prospettive più favorevoli rispetto a qualche settimana fa. C’è stata una sorpresa positiva e quindi speriamo che questi dati favorevoli per il primo si confermino per il prossimo trimestre con una ripresa che da moderata e acquisti maggiore forza”.


3 Maggio 2016
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