VIDEO | Presentata alla Camera #AltraEuropa inclusiva e solidale di European Women Alliance

Manifesto per Europee 2019, sottoscritto anche da Fedeli e Bonino
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ROMA – Risorse economiche per un bilancio di genere europeo che finanzi politiche pubbliche di contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali tra donne e uomini, condizioni di lavoro dignitose e un welfare centrato sulle persone. Sono i primi due dei nove punti in cui si snoda #AltraEuropa, il Manifesto per le elezioni europee 2019 presentato a Roma nella sala stampa della Camera da Ewa, European Women Alliance, la rete europea di politiche, avvocatesse, economiste, giornaliste, nata in Italia meno di due mesi fa e attiva in Ue per promuovere il pieno sviluppo delle donne nella vita pubblica e privata. Sottoscritto, tra le altre, dalle senatrici Emma Bonino e Valeria Fedeli e dalle deputate Rossella Muroni e Marianna Madia, il documento ha raccolto finora 2mila firme sulla piattaforma Change.org, con l’obiettivo dichiarato di impegnare le donne e la loro leadership per “costruire un’Altra Europa con il segno distintivo dell’identità delle donne per mantenere la nostra storia di diritti e costruire un futuro che rappresenti finalmente tutti gli europei”.

Prima importante tappa di un percorso di cambiamento di lungo periodo, le prossime elezioni europee di maggio 2019, appuntamento a cui l’Unione si presenta con all’attivo solo due donne presidenti del Parlamento europeo e nessuna presidente di Commissione Europea, Consiglio europeo, Banca Centrale e Eurogruppo. Mentre in Italia, afferma in apertura la presidente e co-fondatrice di Ewa, Alessia Centioni, “le donne riempiono lo spazio pubblico come neofidanzate dei vicepremier o come protagoniste di azioni di risposta a misure oscurantiste”. Per questo, secondo Centioni, occorre “portare le donne e le loro proposte in prima linea”, ribaltando un modello culturale che non le vede mai ai vertici istituzionali e utilizzando la loro “forza propulsiva” per portare avanti un’Europa sempre più inclusiva, che possa “colmare le disuguaglianze sociali, prima fra tutte quella di genere, vergognosa nel 2019”.

LE PRIORITA’ DI EWA

L’uguaglianza di genere è, secondo Ewa, una delle priorità più urgenti dell’agenda Ue e la creazione di #Weuco, Women’s European Council, un pre-summit europeo informale che ha luogo prima delle riunioni del Consiglio europeo, è finalizzata ad impegnare leader nazionali ed europei su azioni concrete rispetto al gap di genere. Più welfare, quindi, “stesso salario per lo stesso lavoro- si legge tra le proposte del manifesto- diritti pensionistici derivanti dal lavoro di cura, sostegno alla maternità e alla paternità dei giovani”; ma anche, più donne nei consigli di amministrazione delle imprese europee, “fissando l’obiettivo minimo obbligatorio del 40%”, e maggiori investimenti in educazione e formazione, “per migliorare la qualità e la quantità dell’occupazione femminile”, con un’attenzione particolare alle Stem. Senza dimenticare le donne migranti, con la proposta di stabilire nuove linee guida che tengano conto “della condizione di genere da adottare all’interno di un’ampia riforma alle politiche migratorie e di asilo”, con misure specifiche per facilitare l’accesso delle migranti all’educazione e al mercato del lavoro.

Questo manifesto “non è una rivendicazione- ci tiene a specificare Valeria Fedeli- ma una piattaforma di donne e uomini contemporanei che hanno a cuore lo sviluppo sostenibile per tutte e per tutti”, per politiche “che riguardano anche gli uomini” e, anzi, “l’intera società”.

E Bonino, sulla parità di genere nelle istituzioni europee, avverte: “Non è una cosa che si otterrà dall’oggi al domani, ma un percorso che va costruito. All’interno della Commissione e, in generale, nelle istituzioni europee, ci sono stati più amici delle donne che in alcuni stati nazionali”, anche se un buon segnale, per la senatrice di +Europa, viene dalla Slovacchia, con l’elezione a presidente di Zuzana Caputova. No all’obbligo per le donne, una volta acquisite posizioni apicali, di “occuparsi di donne”, prosegue la senatrice, punto ribadito anche da Muroni, che, dopo aver caldeggiato Emma Bonino prossima presidente della Repubblica, ha lanciato una stoccata a Virginia Raggi, portando l’esempio delle sindache di alcune delle principali città europee e dello spazio che la questione ambientale offre al protagonismo al femminile. Mentre Madia ha insistito sull’importanza di ripartire dall’Europa, “luogo in cui sono maggiormente tutelati i diritti di ciascuno”.

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3 Aprile 2019
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